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Salute

Farmaci per l'epatite C: ecco cosa cambia

Modificati i criteri di accesso a farmaci, via libera alle spedizioni dei generici dall'estero. Intanto c'è chi si oppone al brevetto del sofosbuvir

Forse sta davvero per finire la diaspora di pazienti italiani che per curare la propria epatite C fino a oggi erano costretti ad andare all'estero, tipicamente in India, per farsi prescrivere un farmaco che lì costa poche centinaia di euro mentre in Italia diverse decine di migliaia.

Piano per l'eradicazione dell'epatite C
L'Aifa, agenzia italiana del farmaco, ha da pochi giorni ampliato il ventaglio di criteri per ottenere il farmaco a carico del servizio sanitario nazionale, quindi gratuitamente, e lo ha fatto trattando con diverse case farmaceutiche per tirare giù il prezzo. Lo scopo è quello di eradicare la malattia nel nostro paese e per farlo è necessario che lo Stato curi più cittadini malati possibile, non solo i più gravi come era previsto prima.

Via libera agli ordini online
L'ultima novità nella vicenda è però la circolare che la ministra della Salute Lorenzin ha diramato in questi giorni e con la quale ha assicurato anche ai pazienti che rimangono fuori dai criteri appena allargati dell'Aifa, che non sono pochi, la possibilità sia di curarsi all'estero, riportando in Italia il farmaco corredato di prescrizione medica sia, punto cruciale, di ordinarlo da qui e farselo spedire, una strada tentata da alcuni, ma fino ad ora al di fuori della legge. Pare logico aspettarsi che quanti non hanno diritto al farmaco rimborsato in Italia, invece di andare in India a prenderlo, potendolo fare legalmente lo ordineranno via internet e se lo faranno arrivare a casa. La circolare non fa esplicito riferimento all'epatite C, perciò le disposizioni che contiene possono valere in linea di principio anche per altre malattie e altri farmaci in futuro.

Il problema dell'autorizzazione alla vendita
Ma perché comprare il farmaco online all'estero era illegale? Quelli che i pazienti italiani con epatite C hanno finora comprato in India o via internet sono farmaci generici, con caratteristiche simili a quelle del medicinale carissimo "di marca" usato qui, ma senza l'autorizzazione alla commercializzazione in Italia da parte dell'Aifa o dell'Ema, l'agenzia europea dei medicinali. Questo è stato fino ad oggi lo scoglio per dare il via libera ufficiale al loro impiego da parte di quanti non possono ottenere il farmaco di marca rimborsato.

La circolare esclude però adesso dal divieto i medicinali "posti regolarmente in vendita in Paesi esteri ma non autorizzati all'immissione in commercio sul territorio nazionale, spediti dall'estero su richiesta del medico curante", nonché i "medicinali regolarmente registrati in Paesi esteri, che vengono personalmente portati dal viaggiatore al momento dell'ingresso nel territorio nazionale, purché destinati a uso personale per un trattamento terapeutico non superiore a 30 giorni". A questo punto per comprare i farmaci, di provenienza certificata, online basteranno la richiesta del proprio medico e un modulo da compilare a cura del medico curante e da inviare al Ministero.

Battaglia contro il brevetto
Il famoso farmaco di marca che ha un costo elevatissimo è il Sovaldi, principio attivo sofosbuvir, prodotto dalla casa farmaceutica Gilead. Lo Stato italiano ha spuntato, per metterlo a disposizione di un maggior numero di pazienti, un prezzo più basso rispetto a quello praticato in altri paesi in Europa e negli Stati Uniti, ma è pur sempre molto più alto di quello che la persona media può permettersi di pagare. Per questo Medici Senza Frontiere ha depositato insieme ad altre organizzazioni a livello europeo un'opposizione al brevetto del sofosbuvir presso l'Ufficio Brevetti Europeo. Lo scopo è quello di consentire agli 80 milioni di malati nel mondo l'accesso a cure a basso costo per questa malattia.

In Europa, denuncia MSF, Gilead fa pagare fino a 55.000 euro per un trattamento con sofosbuvir di 12 settimane. Negli Stati Uniti, Gilead aveva inizialmente stabilito il prezzo a 84.000 dollari. Nel frattempo, alcuni studi hanno dimostrato che produrre il farmaco costa meno di 1 dollaro a pillola. "I monopoli della Gilead sul brevetto del sofosbuvir stanno bloccando l’accesso a un trattamento a basso costo per l’epatite C, come le versioni generiche del farmaco, in molti Paesi anche europei", sostiene Aliénor Devalière, consulente delle politiche UE per la Campagna per l’Accesso ai Farmaci di MSF. "Questo brevetto può e deve essere contestato. La scienza che c'è dietro il Sofosbuvir non ha nulla di innovativo".

Ma quali speranze ci sono di riuscire davvero a costringere Gilead ad abbandonare l'esclusiva sul suo principio attivo e a vederne quindi crollare il prezzo grazie alla produzione di generici a basso costo? Le opposizioni, sostengono i fautori dell'iniziativa, possono rimuovere o ridurre la durata di un brevetto e consentire alla necessaria competizione dei farmaci generici di ridurre drasticamente i prezzi. Brevetti del sofosbuvir sono stati già revocati in Cina e Ucraina, mentre altri paesi come Argentina, India, Brasile, Russia e Thailandia sono in fase di decisione.

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