Farmaci: liberalizzare fascia C con ricetta, fino a 53 euro in meno a famiglia

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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Roma, 13 giu. (AdnKronos Salute) - Quali sarebbero i risparmi per i cittadini se i medicinali di fascia C con ricetta fossero venduti anche nelle parafarmacie? A dieci anni dal decreto Bersani, che ha liberalizzato la vendita di farmaci di automedicazione (Sop e Otc), la commercializzazione dei medicinali di fascia C con obbligo di prescrizione (C-Op) resta monopolio delle farmacie, "e gli italiani continuano a spendere per questi prodotti circa 3 miliardi all’anno, in media 180 euro a famiglia, il 36% della spesa farmaceutica privata". Lo sostengono i promotori della petizione sul sito Liberalizziamoci.it, che ha già raccolto circa 166.000 firme.

"Se l’acquisto di queste specialità - antinfiammatori, antidolorifici, ansiolitici, anticoncezionali, per citare le categorie più comuni - passasse anche per il canale parafarmacia, come già avviene per Sop e Otc, si otterrebbe un risparmio annuo che va dai 450 agli 890 milioni di euro. Ogni famiglia potrebbe quindi risparmiare da 27 a 53,45 euro all’anno", si legge in una nota di Conad, che ha attivato 'Liberalizziamoci'.

Il Disegno di legge sulla concorrenza, attualmente in Parlamento, contiene un capitolo sull’apertura del mercato farmacie, ma non fa cenno alla liberalizzazione della vendita dei medicinali. Fino a oggi le Camere hanno respinto i numerosi emendamenti che proponevano l’estensione della vendita fuori dalle farmacie dei farmaci di Fascia C con ricetta. Il testo attende di essere approvato in Senato, prima di un ulteriore passaggio alla Camera. "Per i cittadini è il momento di far sentire la propria voce".

Ecco dunque, per i promotori, quattro ragioni per firmare:

1) I farmaci di Fascia C con ricetta sono più costosi di quelli Sop e Otc. I medicinalì con obbligo di prescrizione (C-Op) non rimborsabili costano in media 12,1 euro a confezione, il 45,7% in più (3,8 euro) di Sop e Otc venduti nel canale farmacia, dove hanno un prezzo medio di 8,3 euro. E molti dei più comuni farmaci C-Op, hanno un prezzo che supera i 10 euro

2) Una completa liberalizzazione della Fascia C avrebbe un effetto calmierante generale; l'ingresso delle parafarmacie nel mercato farmaceutico ha avuto l’effetto di contenere i prezzi dei medicinali di automedicazione anche nel canale farmacia, che detiene l’88,2%. L’associazione Altroconsumo, che ha monitorato i prezzi di una settantina tra i più diffusi farmaci Sop e Otc tra il 2005 e il 2013 nel canale farmacia, ha rilevato che in questo arco di tempo i prezzi sono saliti del 12%, un incremento tre volte inferiore a quello registrato negli otto anni precedenti la riforma Bersani, quando era stato del 35%. Se le dinamiche di concorrenza si allargassero a tutta la fascia C, si potrebbe godere dell’effetto calmiere su un mercato da 5,5 miliardi

3) Oggi le farmacie fanno sconti solo se 'obbligate': il decreto legge 'Cresci Italia' ha concesso la possibilità di praticare sconti anche su medicinali di Fascia C con obbligo di prescrizione, ma pochissimi mettono in pratica questa opzione. Una recente indagine di Altroconsumo ha mostrato che su 100 farmacie campione di 10 capoluoghi italiani solo una ha applicato uno sconto (l’8%) sull’acquisto di due farmaci C-Op.

4) La liberalizzazione di Sop e Otc in dieci anni ha creato vantaggi evidenti per i cittadini: l'ingresso sul mercato di nuovi attori ha permesso ai cittadini di risparmiare in media fino al 15% sui prodotti più venduti. Assosalute calcola che oggi il prezzo medio dei medicinali già 'liberalizzati' è di 8,3 euro in farmacia, ma scende a 7,6 euro (circa l’8,5% in meno) in parafarmacia, e a 6,2 euro (il 25% in meno) nelle parafarmacie della Gdo.

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