Farmaceutica: da cortisone a molecola 'da Nobel', 60 anni di Msd in Italia

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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Roma, 13 dic. (AdnKronos Salute) - Dalla sintesi del cortisone nei primi anni '40 dello scorso secolo all’ivermectina - la molecola per la cura della cecità fluviale (oncocercosi) per la quale William C. Campbell è stato insignito nel 2015 del Premio Nobel per la Medicina - e i primi vaccini per morbillo, parotite e tumori Hpv-correlati. Sono ricchi di successi gli anniversari celebrati oggi a Roma da Msd, la consociata italiana della multinazionale farmaceutica conosciuta, negli Stati Uniti e in Canada, con il nome di Merck & Co: 60 anni di presenza in Italia e 125 anni dalla nascita della casa madre.

Anni di continue scoperte grazie alle quali Msd ha rivoluzionato i paradigmi terapeutici per decine di patologie. Rappresentanti delle istituzioni, della classe politica, della comunità scientifica, dell’accademia e del mondo dell’industria a confronto su due temi portanti del mondo della sanità: l’importanza della ricerca scientifica, soprattutto in campo farmacologico e l’innovazione generata; il valore della responsabilità sociale e dell’etica che deve ispirare tutti gli attori coinvolti.

Msd rivendica il suo ruolo nella scoperta e nello sviluppo di nuovi farmaci, grazie ai 7 miliardi di dollari investiti ogni anno in Ricerca e sviluppo. Un impegno testimoniato dalle molecole per il trattamento delle malattie cardiovascolari, diabete e infezione da Hiv e Hcv, fino ad arrivare a pembrolizumab, l’innovativa terapia anti- PD-1 capostipite dell’immunoncologia.

"Msd ha scritto pagine fondamentali nel progresso scientifico e nella lotta alla patologie socialmente più rilevanti - rivendica Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia - Siamo orgogliosi di una storia di successo lunga 125 anni, dei quali 60 in Italia, sia nella prevenzione, attraverso i nostri vaccini, che nella cura, attraverso la nostra innovazione terapeutica e il nostro approccio multidisciplinare One Health. Siamo fermamente determinati a proseguire il nostro impegno nella prevenzione e nella lotta alle patologie a maggior impatto sociale (tumori, malattie infettive, malattie cardiovascolari, diabete, Alzheimer), non solo continuando a ricercare e sviluppare innovazioni farmacologiche nei nostri laboratori, ma anche collaborando con tutti gli stakeholder attraverso partnership trasparenti, etiche in grado di generare valore per la sanità pubblica".

"Gli scienziati italiani sono molto apprezzati nel mondo per la loro preparazione - afferma Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia - e in Italia avremmo tutti i numeri per essere realmente competitivi, ma un aspetto su cui il Paese deve ancora lavorare è l'attrattività a livello internazionale, in fin dei conti non è la fuga dei cervelli il nostro problema, ma il bilanciamento dei flussi in entrata e uscita dall’Italia".

La ricerca, intanto, negli ultimi decenni "ha fatto grandi passi in avanti - afferma Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria - Questo 'Rinascimento della ricerca' vede l’Italia in prima linea nell’innovazione, con le sue molte eccellenze che si affermano a livello internazionale nelle biotecnologie, nelle terapie avanzate, nei vaccini, negli emoderivati e negli studi clinici". Opportunità "che potranno essere sviluppate dall’avvio di Human Technopole e dall’auspicato trasferimento dell’Ema (Agenzia europea del farmaco) a Milano. Diventare l’hub europeo dell’innovazione è un obiettivo concreto. Le imprese del farmaco, ormai 4.0, sono pronte per continuare a investire ed offrire sempre più futuro ai pazienti", assicura Scaccabarozzi.

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