Eroina, torna l'incubo dell'overdose

Negli ultimi cinque anni anni negli Usa il numero di consumatori è cresciuto dell'80 per cento. E anche in Italia la situazione è preoccupante

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Eleonora Lorusso

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Mentre il mondo del cinema e suoi fans sono ancora scossi dalla morte di Philip Seymour Hoffman quasi certamente a causa di un'overdose di eroina, a preoccupare sono proprio i dati relativi al consumo di questa sostanza. Secondo un'indagine del Substance Abuse and Mental Health Services Administration, in 5 anni, dal 2007 al 2012 il numero di coloro che, negli Usa, fanno uso di eroina è aumentato dell'80%, passando da 373.000 persone a 669.000. Parallelamente è cresciuto (del 55%) anche il numero di vittime di overdose, arrivato nel 2010 a 3.094, secondo i dati del Centers for Disease Control and Prevention, riportati dal Wall Street Journal .

Droga sempre più disponibile

La fotografia scattata negli Stati Uniti allarma perché, a differenza degli anni '80 quando il problema emerse con forza, ora la diffusione dell'eroina non si limita più soltanto alle grandi città, ma riguarda sempre più giovani anche nelle periferie o nei centri rurali. A causare il nuovo picco di consumo di eroina sarebbe la maggiore disponibilità dello stupefacente, in arrivo dall'America Latina, il costo relativamente accessibile e la sempre maggiore difficoltà a reperire analgesici come l'OxyContin. A questo proposito, gli esperti ricordano come circa l'80% di coloro che provano l'eroina in precedenza faceva uso di analgesici che ora invece i medici prescrivono con minor facilità, a causa dell'inasprimento delle leggi a riguardo.

Ad aggravare la situazione anche il fatto che l'eroina, così come tutti gli stupefacenti in genere e la marijuana in particolare, può trovarsi ormai con facilità in dosi pure al 50%, potenzialmente mortali, rispetto al 5% degli anni '80. Se poi viene tagliata con sostanze pericolose, come il Fentanyl (come sembra sia accaduto proprio a Hoffman), l'effetto letale diventa pressocché impossibile da evitare perché l'analgesico in questione è un oppioide sintetico più potente di circa 100 volte rispetto alla morfina.

La situazione in Italia

E in Italia? La situazione, pur con le debite differenze geografiche e culturali, non è molto diversa. Secondo i dati del Dipartimento politiche antidroga (Dpa), nella relazione Uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze, all'Umbria spetta un triste record: è la Regione con il maggior numero di morti per droga sia in Italia sia a livello europeo, con quasi 4 vittime ogni 100.000 residenti, con un'età media di 37 anni. A seguire si trovano Marche e Sardegna, e la causa principale è proprio l'overdose da eroina, seguita dalla cocaina.

Se è in Toscana che si registra il maggior numero di vittime donne, nel 2012, con 37 tossicodipendenti morte per overdose, in Italia sono complessivamente 164 mila le persone che si sono rivolte ai centri specializzati per le tossicodipendenze, anche se si stima che siano quasi 440 mila i soggetti con problemi di droga che però faticano a chiedere aiuto. Al nostro Paese spetta comunque un altro pessimo record: l'Italia ha infatti il maggior numero di utenti dei centri di cura con età superiore ai 39 anni, segno che il problema è cronicizzato e non circoscritto a un "fenomeno adolescenziale".

Tornando all'eroina, il nostro Paese risulta un crocevia nei traffici internazionali, soprattutto per quanto riguarda quella prodotta in Afghanistan. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet , a differenza delgi anni '70 e '80, quando proveniva soprattutto dal sud est asiatico, oggi il business degli oppiacei, stimato in 55 miliardi di dollari all'anno, arriva appunto dall'Afghanistan, passa dalla Russia e, attraverso i Balcani, arriva in Italia, da dove spesso viene poi smerciata in altri Paesi europei. Si calcola che al mondo ci siano dai 12 ai 21 milioni di consumatori di eroina.

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