Salute

Ebola: l'esperto, non funzionerebbe come arma batteriologica ma fa paura

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Roma, 19 set. (AdnKronos Salute) - Ebola "è, da punto di vista strategico, un pessimo agente per la guerra biologica". Il virus infatti "non può essere diffuso facilmente e nei Paesi occidentali, anche nel caso di contagi, sarebbe rapidamente controllato". Non è quindi una minaccia fondata, secondo Giovanni Maga, responsabile del Laboratorio di virologia molecolare del Cnr Pavia, quella dei fondamentalisti islamici dell'Isis che, secondo alcune intercettazioni, sarebbero pronti a ricorrere alla guerra biologica. Utilizzando Ebola, "virus che fa particolarmente paura e fa breccia dal punto di vista mediatico", dice Maga all'Adnkronos Salute.

Per l'esperto è evidente che si tratta di terrorismo psicologico, considerando che "l'Isis ha già usato la minaccia biologica ricorrendo ad un'altra malattia simbolo: la 'peste bubbonica', un nome che evoca paure ataviche in Europa", sottolinea Maga. Ebola però non è utilizzabile come arma per diverse ragioni. "Si tratta - precisa - di un agente che si diffonde solo attraverso le persone che hanno la malattia in fase acuta e attraverso i fluidi corporei". La trasmissione quindi non immediata. "Inoltre non è facile da maneggiare né da reperire. Non ci sono metodiche per renderlo disponibile 'in polvere', come accade per esempio con l'antrace, o diffondibile nell'aria". In più, "in un contesto di guerra batteriologica, è pessimo perché non esiste un antidoto e non potrebbe essere gestito".

Poco attuabile anche l''uso' di persone infette 'kamikaze' che si offrono per diffondere il virus. "I segni della malattia, nella fase in cui è contagiosa, non possono essere nascosti. Sarebbe difficile anche attraversare le frontiere, figurarsi infettare qualcuno con contatti diretti". E seppure il virus dovesse arrivare negli Stati occidentali, "con i nostri sistemi sanitari si riuscirebbe rapidamente a isolare i focolai", conclude Maga.

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