Salute

E-cig: cosa dice la scienza

I rivenditori scioperano contro una tassa che reputano ingiusta, intanto non c'è ancora certezza sui possibili danni

sigaretta elettronica

Marta Buonadonna

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I rivenditori di sigarette elettroniche sono in sciopero per protestare contro una tassa che penalizza le vendite anche dei prodotti che non contengono nicotina. Sarà inoltre vietata la vendita online. L'aumento dei prezzi spingerà a un ritorno verso il tabacco? E' presto per dirlo, di certo in molti lamentano il fatto che i prodotti per "svapare" siano ingiustamente colpiti, dal momento che rappresentano un'alternativa meno dannosa alla sigaretta classica. Ma è davvero così?

L'oncologo Umberto Veronesi aveva difeso strenuamente l'e-cig come strumento per combattere il cancro ai polmoni e potenzialmente evitare milioni di morti legate al fumo. Essendo in commercio da un numero limitato di anni, mancano però ancora studi sugli effetti a lungo termine. Questo non vuol dire che la ricerca scientifica non abbia cercato di dare risposte sui possibili rischi legati allo svapo.

Danni ai polmoni

Lo studio più recente è comparso sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine. Gli autori dell'Università del North Carolina Chapel Hill hanno selezionato un gruppo di 45 volontari composto da fumatori di sigarette elettroniche, fumatori di sigarette tradizionali e non fumatori e hanno analizzato un campione di espettorato di ciascuno, alla ricerca di componenti legate ad alterazioni dell’apparato respiratorio.

Quello che è emerso metterebbe in discussione il concetto che le e-cig sono un'alternativa più salutare alle sigarette. Pare infatti che il loro consumo aumenti la concentrazione di componenti che favoriscono l'infiammazione nei polmoni, agendo sulla risposta immunitaria. Cruciale è l'eccessiva presenza di neutrofili, cellule che combattono gli agenti patogeni, ma che se presenti in quantità eccessive possono sortire l'effetto opposto e aprire la strada allo sviluppo di malattie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva e la fibrosi cistica. Okay, possono fare danni, ma questo non risponde ancora alla domanda se le e-cig siano più o meno pericolose delle sigarette classiche e cioè se, in ultima analisi, svapare sia comunque meno peggio che fumare, soprattutto a lungo termine.

Mutazioni del DNA

Ha provato a dare una risposta un'altra ricerca pubblicata ad aprile scorso su una rivista dell'American Chemical Society, ACS Sensors, e condotta da un team di chimici dell'Università del Connecticut. Gli autori hanno scoperto che le sigarette elettroniche caricate con un liquido a base di nicotina sono potenzialmente dannose quanto le sigarette senza filtro quando si tratta di provocare danni al DNA.

E a quanto pare anche i vapori delle e-cig senza nicotina causano al DNA un danno paragonabile a quello delle sigarette filtrate, probabilmente dovuto ai numerosi additivi chimici presenti. Gli autori ricordano che le mutazioni cellulari causate dal danno al DNA possono provocare il cancro.

Meno tossiche

Sull'altro piatto della bilancia troviamo, tra le altre, una ricerca finanziata da Cancer Research UK e pubblicata all'inizio di quest'anno sulla rivista Annals of Internal Medicine. Gli autori hanno scoperto che le persone che sostituivano le sigarette tradizionali con quelle elettroniche o con una terapia sostitutiva con nicotina (per esempio i cerotti) per almeno sei mesi, avevano livelli molto più bassi di sostanze tossiche e cancerogene nel corpo rispetto a chi continuava a fumare. Lo hanno capito analizzando campioni di saliva e di urina dei partecipanti e confrontando il livello di esposizione a sostanze chimiche chiave.

Coloro che usavano le sigarette elettroniche o i sostituti della nicotina continuando a fumare, però, non mostravano le stesse marcate differenze, il che significa che è comunque necessario dire addio al tabacco per ridurre l'esposizione alle tossine.

Adolescenti a rischio?

Come si vede responsi definitivi sui reali danni provocati dalle e-cig ancora non ce ne sono, e lo stesso vale per l'altro timore che circonda questi prodotti, cioè che possano costituire una porta di accesso al fumo vero e proprio per i giovanissimi. Anche qui le valutazioni sono discordanti.

Diversi studi in passato avevano messo in dubbio questa possibilità, ma una ricerca pubblicata lo scorso settembre sulla rivista Preventive Medicine, e basata sui dati del Canadian Student Tobacco, Alcohol and Drugs Survey, sostiene invece che gli adolescenti che provano le e-cig abbiano più del doppio delle possibilità di passare alle sigarette tradizionali rispetto agli altri.

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