Crisi, salute e mortalità: il caso della Grecia

Un team di studiosi calcola che almeno un terzo delle morti in eccesso registrate nel biennio 2011-12 sia da attribuire al mancato accesso alle cure dovuto ai tagli

– Credits: iStockphoto

Marta Buonadonna

-

A partire dal 2008 la Grecia è entrata in una crisi finanziaria che non ha precedenti nel secondo dopoguerra, una crisi che non poteva non avere conseguenze sulla salute pubblica. Nikolaos Vlachadis e colleghi dell'Università di Atene hanno analizzato i dati sulla mortalità per capire quale sia stato l'impatto della crisi sulla salute dei cittadini, visto che storicamente le crisi economiche sono state associate con un aumento dei decessi. Nel 2012 in Grecia si sono registrate 116.670 morti, il numero più alto dal 1949. L'incremento che si è osservato nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012 è concentrato soprattutto nelle fasce più anziane della popolazione: +12,5% nelle persone di età compresa tra 80-84 anni e +24,3% tra coloro che avevano più di 85 anni.

Spiegano gli autori nel breve rapporto pubblicato su Lancet, che "nel 2012, dopo 4 anni di austerità, la mortalità, aggiustata per età, in Grecia è stata inferiore rispetto al 2008. Tassi di mortalità specifici per età sono diminuiti per tutte le età, con l'eccezione di lievi aumenti per i bambini tra 5 e 9 anni, e per persone nelle fasce 35-39 anni, 55-59 anni e 65-69 anni. Inoltre, tra il 2008 e il 2011, la mortalità per tutte le cause era essenzialmente inalterata, in calo a un tasso leggermente superiore (6,3 %) rispetto al periodo di 3 anni pre-crisi (tra il 2005 e il 2008 era calata del 5,7 %)". Nuove cure e nuovi farmaci aumentano l'aspettativa di vita per esempio per i malati di tumore o per coloro che sopravvivono all'infarto, questo avviene in tutta Europa. 

Questa tendenza si è però invertita tra il 2011 e il 2012, principalmente a causa di un aumento della mortalità tra gli over 55, mentre la mortalità per tutte le cause ha continuato a diminuire in persone di età inferiore ai 55 anni. Quasi due terzi delle morti in più nel 2012 sono attribuiti all'invecchiamento demografico, mentre quasi un terzo (circa 2.000 morti), avvertono gli studiosi greci, potrebbe essere collegata all'austerità. Nel periodo 2011-12 l'aumento della mortalità nelle persone di età superiore ai 55 anni (circa 2.200 morti in eccesso) costituisce probabilmente "la prima conseguenza evidente a breve termine della crisi economica sulla mortalità in Grecia".

Gli autori avvertono che sono necessarie analisi più approfondite sulle variazioni dei tassi di mortalità per individuare più precisamente le cause, ma ipotizzano che l'aumento di morti osservato in quel biennio nella fetta più anziana della popolazione sia da far risalire "alle barriere poste all'accesso all'assistenza sanitaria per i malati cronici a causa delle drastiche restrizioni nelle politiche sanitarie" e all'aumento di persone prive di assicurazione. Le politiche di austerità, che hanno portato alla perdita di posti di lavoro e a tagli anche consistenti degli stipendi in tutto il settore pubblico e dei servizi ai cittadini, hanno avuto dunque un impatto notevole non solo sullo stile di vita dei greci ma anche sulla loro salute e addirittura, a quanto pare, sull'aspettativa di vita delle fasce più deboli.

© Riproduzione Riservata

Commenti