Salute

Così la dieta modifica i nostri geni

Quel che mangiamo cambia la composizione del microbioma intestinale e la sua capacità di influire sull'espressione genica all'interno delle nostre cellule

DNA

Marta Buonadonna

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Trilioni di batteri abitano nel nostro intestino e sono essenziali per la salute del nostro organismo: contribuiscono alla lavorazione delle sostanze nutritive e concorrono allo sviluppo e alla manutenzione del sistema immunitario, quello che ci protegge dalle malattie. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Molecular Cell ha scoperto che i microbi che vivono dentro di noi hanno anche un altro ruolo, ovvero quello di mediatori della nostra espressione genica tramite l'epigenoma, che regola quali geni sono attivi nelle cellule e quali no.

I ricercatori dell'Università del Wisconsin-Madison hanno cercato di capire come fa il microbioma a comunicare con le cellule dell'organismo che li ospita per accendere e spegnere i geni. Il risultato è un atto di accusa contro la dieta cosiddetta occidentale, ad alto tasso di grassi saturi, zuccheri e carne rossa. Per svelare i meccanismi in gioco Kimberly Krautkramer e colleghi hanno osservato quanto accade al microbioma di topi nutriti con una dieta ricca di piante e carboidrati e a quelli che invece mangiano tanti zuccheri semplici e grassi.

La dieta a base vegetale produce una flora intestinale più ricca e sembra favorire la comunicazione tra microbi e organismo ospite. Un piccolo insieme di acidi grassi a catena corta prodotti dal consumo, dalla metabolizzazione e dalla fermentazione dei nutrienti provenienti dalle piante da parte dei batteri intestinali sono importanti messaggeri chimici che comunicano con le cellule dell'ospite tramite l'epigenoma. Quel che è emerso è che i topi nutriti con una dieta ricca di grassi e zuccheri mostravano una flora intestinale con minore capacità di comunicare con le cellule degli animali.

Può darsi che tutto ciò abbia radici evolutive: il modello per un microbioma che promuove la salute è legato a un passato in cui le piante costituivano il grosso della dieta. Allontanandoci da un regime a base vegetale, spiegano gli autori, perdiamo un po' di quell'utile comunicazione tra microbi e organismo. Già, perché facciamo più in fretta a digerire grassi e zuccheri semplici ma questi cibi hanno l'effetto di rendere la flora intestinale meno diversificata e meno comunicativa. Laddove la comunicazione avviene, invece, cioè con il consumo di una dieta ricca di carboidrati e fibre, non è limitata alle cellule dell'intestino: i ricercatori hanno osservato che interessa anche quelle del fegato e del tessuto adiposo.

Risulta insomma sempre più vero che ciò che mangiamo ci modifica e i mediatori di questi cambiamenti sono i batteri che vivono nella nostra pancia.

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