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Salute

Citisina: la riscoperta di un farmaco naturale (ed economico) per smettere di fumare

Per liberarsi dal vizio del fumo è un’efficace alternativa alle terapie tradizionali: ecco cosa c’è da sapere

Dire addio al vizio del fumo è un’impresa ardua. Ne sanno qualcosa i tre milioni di Italiani che appartengono a quello “zoccolo duro” di fumatori che vorrebbero smettere ma non ci riescono. Se rientrate in questa categoria e i vostri tentativi con prodotti a base di nicotina sono stati un buco nell’acqua, potete provare con la citisina.

Questo farmaco “può essere considerato l’aspirina nella lotta al tabagismo” afferma Witold Zatonski, Direttore e Professore della Division of Cancer Epidemiology & Prevention at Cancer Center & Institute of Oncology di Varsavia, invitato lo scorso 7 maggio a Milano per spiegare i benefici di questo nuovo “vecchio” medicinale. Sì, perché la molecola della citisina è stata scoperta negli anni ’60 e da allora utilizzata con successo nei Paesi al di là della “cortina di ferro” come principale arma nella lotta contro il fumo.

Caduto il Muro, è tornata in auge anche nell’Europa occidentale dopo la pubblicazione di numerosi articoli scientifici che ne attestano l’efficacia. In particolare, nel 2011, il New England Journal of Medicine ha riportato i risultati di uno studio effettuato su 740 individui intenzionati a smettere di fumare e divisi in due gruppi, ai quali è stato somministrato per 25 giorni citisina o placebo rispettivamente: a distanza di un anno, il periodo oltre il quale ci si può considerare liberi dalla dipendenza dal fumo, la percentuale di coloro che avevano mantenuto l’astinenza è stata tre volte e mezzo superiore nel campione trattato con questa molecola.

Sempre sul New England Journal of Medicine, a marzo di quest’anno, è comparso un altro articolo che dimostra come l’uso di questa sostanza in Polonia abbia prodotto un calo di mezzo milione di fumatori in soli ventiquattro mesi.

Ma cos’è la citisina e come funziona?

Zatonski, che si considera un po’ il “padrino” di questo farmaco, dato che lo studia da più di vent’anni, spiega che “la Citisina è un alcaloide di origine vegetale estratto dal Cytisus laburnum L. (Maggiociondolo)” una pianta che assomiglia a quella del tabacco, tanto che negli Stati Uniti è proprio popolarmente conosciuta come “tabacco finto” (fake tobacco).

La sua struttura molecolare è molto simile a quella della nicotina e “sono accumunate da un’azione biologica affine: la citisina va a bloccare il recettore nicotinico α4β2, una particolare struttura di alcuni neuroni, che non può così essere riattivato dalla nicotina”. Risultato: l’effetto di gratificazione indotto nel cervello da quest’ultima viene ridotto o eliminato completamente, facendo così calare il desiderio di accendersi una sigaretta e mitigando i sintomi da astinenza.

In uno studio condotto nel 2014 in Nuova Zelanda su più di 1300 pazienti, la citisina è risultata nettamente superiore alla nicotina nel trattamento della privazione da fumo: si è riscontrato fino a un mese di astinenza continua per il 40% dei partecipanti che utilizzavano Citisina, contro il 31% dei riceventi nicotina.

“L’ostacolo principale nel percorso per smettere di fumare è eliminare l’effetto della nicotina” spiega Pier Luigi Diano, specialista Pneumologo e dottore di ricerca in Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università degli Studi di Milano “che raggiunge il cervello nel modo più rapido proprio tramite l’inalazione con la sigaretta, in soli sette secondi dalla prima tirata”.

Dove trovare la citisina e come assumerla.

In Italia può essere dispensata dal farmacista solo dietro ricetta del medico di base come preparato galenico magistrale: “significa che il medicinale viene realizzato direttamente nelle farmacie che dispongono di un laboratorio attrezzato e certificato” specifica Renato Raimo, farmacista e Docente di Fitoterapia, Omeopatia e Galenica.

“Oltre a permettere di eseguire un dosaggio personalizzato a seconda delle esigenze del paziente, il preparato galenico è anche notevolmente economico” aggiunge. Un trattamento completo da 25 giorni con cisistina costa infatti meno di una stecca di sigarette.

La posologia, che può essere variata su indicazione del farmacista in base al soggetto, prevede l’assunzione di sei compresse (una ogni due ore) nei primi tre giorni, assieme a una graduale riduzione delle sigarette fino allo stop che deve avvenire prima di una settimana, per arrivare ad una sola capsula negli ultimi giorni del trattamento.

Effetti collaterali? “Quelli riscontrati più comunemente sono problemi gastrointestinali” afferma Carlo La Vecchia, Professore di Epidemiologia all’Università di Milano e Adjunct Professor of Medicine, School of Medicine, Vanderbilt University, Nashville “ma in genere la cisistina è ben tollerata e può essere somministrata ad un’ampia gamma di soggetti”.

Per vincere la piaga del tabagismo “non solo dobbiamo rivolgerci ai giovani fumatori, che oggi sono quattro volte di meno rispetto a trent’anni fa, ma soprattutto alla generazione che ha iniziato a fumare negli anni ’80: undici milioni di persone delle quali il settantacinque per cento oggi vorrebbe smettere” precisa La Vecchia.

A questo scopo è nato il progetto Citex, per mettere a disposizione del fumatore un network di operatori sanitari e una lista di farmacie dove è possibile farsi preparare le compresse di citisina.

Non sembra un trattamento così difficile né dispendioso e devo dire che mi ha incuriosito parecchio, ma ci penserò quando deciderò di chiudere con le sigarette. Già, perché non c’è farmaco che tenga per liberarsi dal vizio se manca la volontà: per questo gli esperti consigliano il counseling (il supporto per esempio dei centri anti-fumo) e invocano più campagne informative per la gente.

Racconta Zatonski che in Polonia, dopo il passaggio dal comunismo al consumismo, le case farmaceutiche hanno fortemente investito sulla citisina, che, essendo una sostanza naturale, non è gravata dal costo del brevetto, producendo e commercializzando diversi prodotti a base tale molecola.

E, per promuovere i loro farmaci, spendono ingenti somme per trasmettere oltre cinquantamila spot pubblicitari all'anno, cioè una media di centocinquanta al giorno: con un martellamento mediatico simile forse si spiega la “miracolosa” riduzione del tabagismo in quel Paese. E ci guadagnano tutti: dalle industrie farmaceutiche ai fumatori, fino al servizio sanitario nazionale. Un esempio da seguire anche da noi?

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