Salute

Cirrosi epatica, prima italiana all'Ismett con nuove endoprotesi

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Palermo, 18 lug. (AdnKronos Salute) - Radiologia interventistica più sicura per i pazienti con cirrosi epatica grazie a un nuovo tipo di device che debutta all'Ismett di Palermo. L'Istituto mediterraneo per i trapianti e le terapia ad alta specializzazione annuncia di avere eseguito per la prima volta in Italia due interventi mininvasivi realizzati con le nuove endoprotesi a espansione controllata. I due operati, con cirrosi epatica, presentavano versamento liquido nella cavità addominale (ascite) e avevano avuto precedenti episodi di emorragia da varici gastroesofagee. Entrambi sono in buone condizioni cliniche e sono stati dimessi dall'ospedale il giorno dopo l'intervento.

I nuovi dispositivi - spiegano dall'Irccs siciliano - rappresentano un significativo progresso nell'ambito della radiologia interventistica perché rendono più sicuro l'uso del Tips (Transjugular Intrahepatic Portosystemic Shunt), una procedura introdotta nella pratica clinica da circa 15 anni e che ha sensibilmente migliorato l'approccio clinico nei pazienti affetti da cirrosi epatica. "L'utilizzo del Tips - riferisce Angelo Luca, direttore dell'Ismett - è stata una vera e propria rivoluzione perché consentiva ai pazienti con cirrosi epatica e ipertensione portale severa di evitare l'intervento chirurgico che molti di loro non avrebbero potuto superare a causa delle avanzate condizioni cliniche. Tuttavia, fino a oggi il limite di questa procedura era il rischio di gravi complicanze (encefalopatia e insufficienza epatica) nel follow up. Grazie alle nuove endoprotesi questi rischi vengono ridotti notevolmente".

Il maggiore vantaggio - prosegue la nota - è che il diametro della protesi può essere modificato a seconda della risposta clinica dei singoli pazienti, permettendo così di modulare il flusso del sangue che viene sottratto al fegato e riducendo il rischio di complicanze post-intervento. "Questo - conclude Luca - conferma ancora una volta l'impegno di Ismett nell'implementare nuove tecnologie a beneficio dei pazienti". Il team deell'Istituto - composto da Luca, Roberto Miraglia e Luigi Maruzzelli - ha eseguito oltre 650 procedure ed è uno dei riferimenti internazionali in questo campo. In Europa solo 4 centri (Barcellona, Bonn, Friburgo ed Amburgo) hanno avuto la possibilità di utilizzare la nuova tecnica.

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