Cibi avariati e intossicazioni: ecco cosa fare

Dopo il maxisequestro a Milano di pesce scaduto anche da 6 anni, ecco i consigli dell'esperto al ristorante e in caso di malori

Ecco i consigli per evitare intossicazioni alimentari dovute a cibi scaduti o avariati – Credits: Getty Images

Eleonora Lorusso

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I gamberoni erano verdi, i "bianchetti" scadevano nel 2008, ben 6 anni fa, eppure prima o poi sarebbero finiti sulle tavole di qualche ristorante, cinese o giapponese, oppure italiano e magari anche noto per le sue specialità di pesce. Cibo sequestrato nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza, che ha scoperto qualcosa come 40 tonnellate di pesce scaduto e conservato in un magazzino alle porte di Milano. Data la quantità, secondo le Fiamme Gialle, un milanese su cinque avrebbe potuto correre il rischio di mangiarlo, senza sapere di cosa si trattava.

Ma come riconoscere un alimento scaduto, se finisce nel nostro piatto? Come fare a riconoscerlo? "E' molto difficile, in alcuni casi, riconoscere un alimento scaduto, perché spesso viene adulterato con sostante chimiche che ne alterano completamente l'aspetto" risponde la dottoressa Michela Barichella, responsabile medico della Struttura Dietetica di Nutrizione (SDN) degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano .

Dottoressa, come si può pensare che un alimento possa conservarsi integro anche dopo anni dalla sua naturale scadenza?

In effetti sono piuttosto esterefatta da come gli alimenti possano essere stati conservati così a lungo oltre la data di scadenza. Penso proprio che spesso siano usate delle sostanze chimiche per nasconderne odore e sapore, altrimenti sarebbe impossibile. Basti pensare a cosa succedere alla carne o al pesce, dopo soli pochi giorni che viene conservato in frigorifero: le caratteristiche organolettiche si modificano e il cibo inizia a deteriorarsi.

Molto del pesce e dei crostacei sequestrati erano destinate alle tavole dei ristoranti di Milano e provincia. Quale consiglio potrebbe dare a chi ama mangiare pesce al ristorante?

Innanzitutto consiglio di puntare su un alimento singolo e non presentato insieme ad altri, in modo che il sapore non venga coperto. E' sempre meglio scegliere piatti molto semplici e non elaborati, perché il sapore di questi ultimi potrebbe camuffare quello del cibo scaduto o avariato. In molti ristoranti, poi, c'è l'uso di mostrare il pesce prima di cucinarlo, facendolo scegliere al cliente e spiegando se si tratta di pescato del giorno oppure no: questa rappresenta un'ottima abitudine ed è una garanzia in più per il consumatore, che comunque ha sempre il diritto di chiedere di poter vedere il pesce prima della sua preparazione.

Esistono poi altri accorgimenti?

Un altro aspetto da non sottovalutare è l'uso di spezie in cucina: anche se noi nutrizionisti diciamo spesso che si possono e si devono usare per insaporire, è chiaro che più se utilizza meno si possono riconoscere i sapori degli alimenti, che dunque vengono "camuffati".

Quanto conta il prezzo degli alimenti o dei piatti serviti nei ristoranti?

Ritengo che il costo sia un altro elemento importante: esistono molti locali o catene che servono carne o pesce a prezzi così bassi che si fatica a capire come possano contenere sia i costi della materia prima, sia il lavoro di persone che lo preparano, garantendo comunque un guadagno. E' naturale che prezzi eccessivamente bassi devono insospettire e far pensare ad abbassamento della qualità di ciò che viene servito.   

Che rischi si corrono a mangiare alimenti scaduti o avariati?

Il rischio è quello di una intossicazione alimentare, facilmente riconoscibile da alcuni sintomi: generalmente si avverte nausea, possono comparire vomito o una crisi gastroenterica, con la necessità di scariche anche frequenti, ogni ora. Queste crisi solitamente si risolvono nell'arco di 8-10 ore, ma in alcuni casi possono essere più gravi: possono comparire febbre e persino emorragie, con conseguenze talvolta molto gravi o letali, in soggetti particolarmente sensibili o immunodepressi. Se i malori sono più lievi, è sufficiente mantenersi ben idratati e dunque bere molto. Se però i sintomi sono più importanti e non si risolvono in poco tempo, è bene chiamare la guardia medica o recarsi al pronto soccorso, dove è possibile procedere con un'idratazione tramite flebo.

Come si può capire se si tratta di una tossinfezione?

Bisogna innanzitutto capire se i sintomi riguardano una sola persona o più persone di un gruppo che ha mangiato le stesse cose o nello stesso ristorante. E' bene segnalare sempre il locale in questione, perché così facendo scatta una serie di controlli sugli alimenti da parte delle autorità preposte. Le analisi sui campioni possono permettere di individuare eventuali anomali e solo procedendo in questo modo si potrebbero combattere episodi di intossicazioni dovuti a carenze igienico-sanitarie o a scarsa qualità dei cibi.

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