gluten free
Salute

Celiachia: i batteri della saliva possono curarla?

Individuati alcuni enzimi in grado di degradare il glutine prima che arrivi all'intestino tenue

Fino ad oggi l'unica cura possibile contro l'intolleranza permanente al glutine che affligge i celiaci era la dieta senza glutine. Gli alimenti specifici dedicati a chi ha questo problema non mancano e anzi sono sempre più numerosi coloro che scelgono di mangiare gluten-free pur non soffrendo della malattia autoimmune che si calcola colpisca in media una persona su 100, convinti che faccia dimagrire o che comunque giovi alla salute. Non è così, e anzi coloro che sono costretti a seguire questa dieta, me compresa, adorerebbero potersi permettere di mangiare qualunque cosa invece di doversi preoccupare di evitare il glutine ovunque vadano a ogni singolo pasto.

Alternativa alla dieta
Per questo i celiaci saluterebbero con gioia qualunque nuova scoperta scientifica che fornisse nuovi armi contro la malattia, al posto della ferrea dieta gluten free. Un passo in quella direzione sembra essere stato fatto dai ricercatori della Boston University of Dental Medicine, che pubblicano oggi sull'American Journal of Physiology—Gastrointestinal and Liver Physiology uno studio nel quale spiegano di aver isolato un enzima dai batteri presenti nella saliva umana che ha un potenziale uso terapeutico per la malattia celiaca.

"Il glutine è una proteina presente nel frumento, nell'orzo e nella segale e contiene le sequenze immunologiche che guidano la malattia celiaca", spiegano gli autori. Il sistema immunitario delle persone celiache ha una reazione esagerata quando assumono glutine. Seguire la dieta non significa solo evitare questi cereali, ma anche moltissimi prodotti industriali che possono contenere tracce di cereali che contengono glutine. Insomma è meno facile di quanto sembri, anche se i produttori stanno diventando sempre più sensibili alle esigenze di questa nicchia di consumatori, in continua crescita man mano che vengono effettuate nuove diagnosi.

Terapie innovative a base di enzimi
La ricerca di nuovi trattamenti per la malattia si è concentrata su metodi che hanno come target i peptidi del glutine che causano la reazione spropositata del sistema immunitario. Vi sono incluse strategie basate sui vaccini e l'uso di enzimi che degradano il glutine prima che questo raggiunga l'intestino tenue. "Abbiamo scoperto che un'attività enzimatica eccezionalmente elevata in grado di degradare il glutine è naturalmente associata con i batteri che colonizzano la cavità orale", raccontano i ricercatori.

I batteri del genere Rothia, che si trovano nella saliva umana, possono abbattere i composti del glutine che causano una risposta immunitaria esagerata e che sono in genere resistenti agli enzimi digestivi che i mammiferi producono. Il team ha isolato una nuova classe di enzimi che degradano il glutine dal batterio Rothia mucilaginosa. Gli enzimi Rothia individuati appartengono alla stessa classe di enzimi Bacillus subtilis, considerati "sicuri per l'alimentazione e consumati per decenni". "Nonostante una lunga storia di consumo di B. subtilis e dei suoi prodotti, ci sono pochissime segnalazioni di eventi avversi. Lo status di categoria alimentare di B. subtilis (...) apre nuove strade per potenziali applicazioni terapeutiche", concludono gli autori.

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