Salute

Camminare fa bene. Ma a patto che...

Secondo i dati di uno studio condotto a Londra, i benefici dell'attività fisica vengono meno dove l'aria è inquinata

Roma: traffico in tilt sciopero

Chiara Palmerini

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I benefici dell’esercizio fisico, a tutte le età, sono noti. Una semplice passeggiata giornaliera, specialmente per gli anziani, contribuisce alla prevenzione di molte malattie. Ma se la camminata avviene in una strada trafficata, in mezzo ai motori accesi e ai gas di scarico, allora quel che si guadagna in termini di salute viene perso a causa degli effetti negativi dell’inquinamento. È un ragionamento che sembra quasi un luogo comune, non fosse che un gruppo di ricercatori ha pesato sulla bilancia i fattori positivi e negativi per produrre un calcolo preciso dei pro e dei contro.

Il confronto: tra le auto o nel verde

Per la ricerca, a 119 persone, sane o con alcune patologie croniche, è stato chiesto di fare una passeggiata di due ore a Londra, in Oxford Street, dove possono circolare solo bus alimentati con motori diesel e taxi, oppure in una zona senza auto dell’enorme Hyde Park. Alcune settimane dopo, chi aveva camminato in Oxford Street ha camminato nel parco, e viceversa. Prima e dopo ogni passeggiata, a ciascun partecipante allo studio sono stati misurati alcuni parametri come la funzione cardiovascolare e polmonare, e inoltre sono stati raccolti i dati sull’inquinamento.

Benefici persi

Mentre camminare in Hyde Park ha prodotto nei partecipanti sani un miglioramento della capacità polmonare (un aumento medio del 7,5 per cento del principale parametro con cui viene misurata), e una diminuzione della rigidità delle arterie che sono durati fino a più di un giorno, andare a piedi per Oxford Street ha prodotto solo un piccolo e poco duraturo aumento della capacità polmonare, e un netto peggioramento della funzione arteriosa.

Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista The Lancet, bastano due ore di camminata tra i fumi del traffico per produrre in una persona anziana (il target di riferimento dello studio erano persone tra oltre i sessanta anni) peggioramento della rigidità delle arterie e diminuzione della capacità polmonare, due fattori di rischio per la salute cardiovascolare e respiraroria. Gli effetti negativi dell’inquinamento si sono rivelati particolarmente marcati per le persone che avevano già di patologie polmonari croniche, le quali oltre ai dati obiettivi misurati dagli strumenti hanno riportato un peggioramento dei sintomi come tosse, catarro, fiato corto.

Solo dove l'aria è pulita

Si stima che l’inquinamento dell’aria sia responsabile ogni anno in tutto il mondo di oltre cinque milioni di morti premature. Molte ricerche hanno dimostrato in modo ormai convincente che l’esposizione alle particelle sottili prodotte soprattutto dagli scarichi diesel aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e polmonari. Il messaggio dello studio è che l’esercizio fisico va fatto, ma per trarne beneficio bisogna che avvenga in luoghi dove l’aria è pulita. E che è l’ora di mettere a punto misure drastiche per combattere l’inquinamento in città. A Londra, città dove si è svolto lo studio, sono da tempo in atto regole che hanno molto diminuito la circolazione dei veicoli privati nel centro, continuano a circolare autobus e taxi con motori diesel, che danno il contributo peggiore all’inquinamento da particolato.

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