Salute

Biopsia liquida: cos’è e come funziona

Individua con un semplice prelievo di sangue il tumore al colon nelle primissime fasi: una diagnosi precoce che può salvare la vita

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Angelo Piemontese

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Bastano solo due millilitri di sangue, l’equivalente di mezzo cucchiaino da caffè, per poter confermare (o smentire) la presenza di un cancro al colon-retto già nelle primissime fasi del suo sviluppo, quando si può intervenire con maggiore successo per salvare la vita al paziente.

È in estrema sintesi la procedura della biopsia liquida. Da un normale prelievo infatti si ricercano nel sangue le cellule tumorali circolanti (CTC) che indicano appunto se c’è una neoplasia nel corpo, magari ancora molto piccola e quindi non ancora rilevabile mediante la diagnostica per immagini.

Adesso, grazie a uno studio condotto da ricercatori del Chan Gung Memorial Hospital di Taipei, Taiwan, è stato messo a punto un test del sangue in grado di riconoscere nel flusso sanguigno la presenza di cellule tumorali prodotte dal cancro del colo-retto con un’accuratezza del 90%.

È un risultato importantissimo, perché lo screening precoce consente di procedere tempestivamente contro questo tumore, il terzo per incidenza e mortalità nel mondo occidentale (in Italia sono centomila le persone colpite ogni anno, di ambo i sessi, prevalentemente over 60).

Niente procedure invasive

La biopsia liquida, in generale, si differenzia da quella classica perché evita l’asportazione, spesso chirurgica o con tecniche endoscopiche invasive, dei campioni di tessuto dell’area dove si presume possa esserci un tumore per analizzarli.

Semplicemente, invece, va a rilevare nel sangue la quantità di eventuali CTC, che danno informazioni sulla tipologia di cancro e sulla sua evoluzione.

Nel caso del tumore del colon-retto, il vantaggio si traduce nell’evitare la sgradevole colonscopia, cioè la ricerca di tessuto cancerogeno tramite una sonda guidata che si infila nel retto.

Proprio per questo motivo, spiegano i ricercatori, molte persone a rischio non si sottopongono a colonscopia preventiva, quindi il tumore viene scoperto solo in stadio avanzato, quando anche con l’intervento chirurgico le probabilità di guarigione sono molto scarse.

Nelle prime fasi il cancro è infatti asintomatico e deriva quasi sempre dalla degenerazione di un polipo intestinale. Gli oncologi raccomandano di eseguire periodicamente questo esame proprio per tenere sotto controllo l’evoluzione dei polipi e cercare di intervenire al più presto se diventano maligni.

Diagnosi più rapida e precisa

Tramite la biopsia liquida testata su 620 individui, i medici asiatici sono riusciti a diagnosticare il cancro in ben 438 persone. Il sangue estratto è stato analizzato con un dispositivo composto da un microchip rivestito di lipidi, che riproduce un po’ il tessuto umano.

Questo esame riesce a individuare anche le più rare CTC ed è in grado di misurarne quantità piccolissime, fino a una ogni miliardo di cellule del sangue.

Lo studio ha mostrato una sensibilità dello strumento del 77% per le lesioni pre-cancerose e delll’87% per i tumori dal primo al quarto stadio. Anche il numero di falsi positivi è risultato essere decisamente inferiore a quello della colonscopia: solo il tre per cento.

Cosa significano questi numeri? “Riteniamo che l’accuratezza della diagnosi della biopsia liquida invogli più persone a sottoporsi allo screening precoce, perché l’alto numero di falsi positivi che si riscontra con la colonscopia scoraggia infatti molti ad effettuare regolari controlli: perché, pensano, fare un esame così sgradevole se poi i risultati sono ambigui e bisogna ripeterla?”.

I prossimi passi

I vantaggi della biopsia liquida rispetto alla colonscopia sono evidenti. Addio quindi a quest’ultima? Niente affatto. Resta comunque la procedura da eseguire per sapere con esattezza dimensioni e morfologia dei polipi quando il test del sangue ha confermato che sono maligni.

Però si può ridurre drasticamente la frequenza di questo esame nella fase di prevenzione. “Il costo per un singolo test del sangue è inferiore ai cento euro” affermano i ricercatori “e stiamo smuovendo le autorità per renderlo disponibile a tutti i cittadini di Taiwan”.

Anche altri Paesi, come gli Stati Uniti, si stanno muovendo in questa direzione, e anzi si preparano a estendere la biopsia liquida ad altri tipi di tumori solidi, come quello della mammella, prostata e polmone.

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