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Salute

Attività fisica: così contrasta i danni della sedentarietà

Serve oltre un'ora di movimento al giorno per controbilanciare il rischio di mortalità prematura dovuto alle ore che passiamo seduti

Il primo fondamentale studio che ha dimostrato che l'attività fisica migliora la salute e scongiura la mortalità precoce è stato quello che metteva a confronto il rischio di malattia coronarica dei conducenti dei bus londinesi con quello dei controllori, pubblicato nel 1953 da JN Morris e colleghi sulla rivista Lancet. Risultò che pur avendo uno stile di vita molto simile, e insano, (birre al pub, bacon e uova a colazione ecc.), i conducenti morivano prima dei controllori, semplicemente perché questi ultimi passavano la giornata in movimento, a salire e scendere le scale dei bus a due piani per fare i biglietti ai passeggeri.

Appurato ormai da decenni che muoversi può allungare la vita mentre stare seduti la può accorciare (stime del 2012 parlano di 5 milioni di decessi l'anno riconducibili alla sedentarietà), oggi la stessa rivista pubblica una meta-analisi che cerca di rispondere alla domanda: svolgere attività fisica può attenuare o eliminare l'associazione tra il tempo che si passa seduti e la mortalità? In pratica se mi muovo un po' durante la giornata, posso controbilanciare il danno che provoca al mio organismo il fatto di passare molto tempo seduta, al lavoro e la sera davanti alla tv?

Gli autori, un gruppo di scienziati inglesi, norgevesi, americani e australiani, hanno passato al setaccio numerosi  studi e alla fine ne hanno selezionati 13 sui quali hanno effettuato una meta-analisi. Questi fornivano anche dati sul tempo trascorso seduti dai partecipanti e la mortalità per tutte le cause. La popolazione totale era costituita da oltre un milione di individui, 85.000 dei quali sono morti durante il follow-up. Rispetto al gruppo di riferimento, formato da persone che stavano sedute meno di 4 ore al giorno e dalle persone più attive fisicamente, i tassi di mortalità durante il follow-up sono stati superiori del 12-59% nei due gruppi che facevano meno attività fisica.

Quindi chi si muove meno ha più probabilità di morire prematuramente. Ma che ruolo protettivo ha l'attività fisica? Quello che è emerso è che non conta quanto tempo si passi seduti alla scrivania se poi si fa una congrua quantità di movimento. Rispetto ai virtuosi che passavano meno di 4 ore della loro giornata seduti, chi invece ne trascorreva 8 nella stessa posizione non vedeva salire il proprio rischio di morte durante il follow-up a patto che svolgesse tra i 60 e i 75 minuti di attività fisica di moderata intensità al giorno. Ma ancora più interessante è notare che coloro che stavano seduti molto poco ma facevano anche pochissima attività fisica avevano invece un aumento significativo del rischio.

E non è tutto. Sei degli studi analizzati contenevano dati sul tempo passato davanti alla tv. Guardarla per 3 ore o più al giorno era associato a un aumento della mortalità indipendentemente dall'attività fisica svolta, fatta eccezione per il gruppo di quelli più attivi in assoluto, dove la mortalità aumentava in maniera significativa solo per coloro che passavano più di 5 ore davanti al piccolo schermo. Come dire: se fai molto movimento gli effetti della sedentarietà sono scongiurati, ma per limitare quelli della sedentarietà televisiva occorre muoversi ancora di più. E ancora, stare poco seduti non salva dalla mancanza di attività fisica: chi lavora in piedi anziché alla scrivania non è quindi esonerato dalla necessità di camminare, fare le scale a piedi, dedicarsi a uno sport.

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