Alimenti: Adi, dieta 'fai da te' per 31% italiani tra falsi miti e presunte intolleranze

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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Roma, 7 apr. (AdnKronos Salute) - C'è chi ricorre a spezie etniche per le loro proprietà salutari. E chi si autoconvince di soffrire di intolleranze ed allergie tanto da bandire in assoluto alcuni cibi. Tra alimenti demonizzati e mitizzati aumentano le diete 'fai da te' e così la 'confusione alimentare' sulle tavole italiane. E' quanto emerge dai dati dell'Osservatorio Nestlé - Fondazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica), presentati oggi al Congresso Nu.Me in corso a Torino. La nuova edizione dello studio, che in sette anni ha analizzato oltre 55 mila italiani, rileva che il 51% negli ultimi anni ha praticato una dieta, in particolare il 31% una 'dieta fai da te'.

Il 18% preferisce, invece, la dieta mediterranea, il 7% la dieta 'Dukan', il 4% quella 'a zona' e il 4% quella 'dello sportivo'. I risultati mostrano una sempre maggiore curiosità per gli alimenti 'salva salute' come il tè verde per le sue proprietà antiossidanti (33% del campione) e la curcuma per la sua potenziale funzione digestiva (20% del campione).

"La dieta 'fai da te' è un abitudine scorretta che sembra andare di pari passo con l’aumento della popolazione obesa in Italia - commenta Giuseppe Fatati, presidente Fondazione Adi - Inoltre oggi la dieta mediterranea viene associata ad un consumo basato unicamente su frutta e verdura. In realtà non esistono alimenti da escludere totalmente ma scelte alimentari all'insegna dell'equilibrio e della varietà. Se leggiamo questi dati contestualizzandoli agli allarmismi che dilagano, creando paure esagerate e spesso infondate, emergono scelte non razionali e abitudini alimentari non basate su necessità ma dettate da miti del momento".

Importante anche la percentuale di italiani che sempre più spesso si affidano all’autodiagnosi: solo il 16% del campione considera il medico di fiducia come punto di riferimento per le scelte alimentari. "Questo dato deve farci alzare le antenne - osserva Fatati - il metodo di informazione e diagnosi non può essere quello del fai da te, soprattutto se si considera che la popolazione in sovrappeso continua a crescere (28% nel 2009, 30% nel 2016) - Inoltre l’autodiagnosi porta con sé i semi della cattiva informazione che è madre di allarmismi spesso esagerati e senza fondamenta".

"Basti pensare che negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita del numero di pazienti che dichiara di soffrire di improbabili allergie o intolleranze. Il 12% del campione - sottolinea l'esperto - dichiara di soffrire di allergia al lievito che invece non è scientificamente provata e a pensarlo sono soprattutto le persone obese (17%), che dichiarano di avvertire gonfiore e spossatezza. Troppa confusione: un primo passo verso una maggiore consapevolezza potrebbe essere affidarsi un po' meno all’esperienza personale e lasciare al medico la diagnosi di reali patologie".

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