Salute

Aerobica per il cervello: allontana la demenza

L'esercizio fisico aumenta il volume di alcune aree cerebrali e migliora la funzione cognitiva in persone con deficit cognitivo lieve

tapis roulant

Marta Buonadonna

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Il movimento fa bene alla salute, anche a quella del cervello. Ora uno studio condotto dai ricercatori della Wake Forest School of Medicine mostra cosa accade esattamente nel cervello delle persone con lieve deficit cognitivo quando fanno esercizio fisico e rivela che i benefici ci sono comunque ma variano col variare dell'attività svolta.

Muoversi contro il declino
Grazie alla tomografia a risonanza magnetica (MRI), gli autori del lavoro, presentato al meeting annuale della Radiological Society of North America, hanno scoperto che i 35 adulti che partecipavano alla ricerca, che avevano fatto attività fisica per quattro volte a settimana per un periodo di sei mesi, mostravano un aumento del volume cerebrale in alcune aree specifiche, ma coloro tra questi che avevano svolto in particolare attività aerobica mostravano aumenti maggiori rispetto a chi si era limitato allo stretching.

Il declino cognitivo lieve è potenzialmente una sorta di anticamera dell'Alzheimer, la forma più comune di demenza, che oggi colpisce quasi 50 milioni di persone nel mondo. Per 19 dei partecipanti allo studio, scelti in modo casuale tra i 35 affetti dal disturbo, l'attività fisica consisteva in esercizi di stretching, mentre gli altri 16 erano impegnati in attività aerobiche che comprendevano l'uso della cyclette, del tapis roulant e altri attrezzi.

Il cervello visto da vicino
Confrontando le immagini ad alta risoluzione del cervello acquisite prima di cominciare l'esperimento e alla fine dei sei mesi di allenamento è stato possibile misurare le variazioni anatomiche intervenute.
Dall'analisi è emerso che per entrambi i gruppi il volume del cervello è aumentato in molte regioni della materia grigia, compreso il lobo temporale, che sostiene la memoria a breve termine. "Rispetto al gruppo dello stretching", spiega Jeongchul Kim, co-autore dello studio, "il gruppo dell'attività aerobica ha avuto una maggiore conservazione del volume cerebrale totale, un aumento del volume della materia grigia locale e un maggiore allungamento direzionale del tessuto cerebrale".

Funziona meglio
Ma al di là delle variazioni anatomiche, gli studiosi hanno voluto valutare anche gli effetti dell'attività fisica sulle prestazioni cognitive. Ed è in questi test che sono emerse le differenze maggiori tra i due gruppi, con un miglioramento statisticamente significativo riscontrato nel gruppo dell'esercizio aerobico a cui non è invece corrisposto alcun miglioramento rilevabile nel gruppo dello stretching. "Qualsiasi tipo di esercizio fisico può essere utile", concludono gli autori. "Se possibile l'attività aerobica può portare maggiori benefici per una migliore funzione cognitiva".

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