Scienza

Perché le donne vivono più degli uomini?

Non solo nella specie umana: anche nel mondo animale le femmine hanno vita più lunga. Tutto per una mutazione genetica

Bambini

Non tiriamo in ballo lo stereotipo sul presunto sesso debole, dal momento che le donne surclassano gli uomini nella longevità. In media vivono dai 5 ai 7 anni in più, fino a 10 nei paesi occidentali. Non è solo una questione di fattori sociali e comportamentali: è scritto nel Dna. E non solo in quello umano, ma di quasi tutte le specie viventi. Lo rivela una ricerca pubblicata su Current Biology da scienziati dell’università australiana di Monash. Dunque, perché le femmine vivono più a lungo dei maschi?

La spiegazione di uno dei più intriganti misteri della biologia, come lo definiscono gli stessi ricercatori, dipende interamente dalle mutazioni dei geni dei mitocondri, organuli che convertono grassi e zuccheri in energia nelle cellule. Studiando i moscerini della frutta, gli scienziati hanno scoperto come le variazioni del Dna mitocondricale incidano sull’invecchiamento precoce e sull’aspettativa di vita media dei maschi, mentre non hanno nessun effetto negativo sulle femmine.

Queste mutazioni si trasmettono di generazione in generazione solo negli individui maschili, accumulando così tutti i difetti che incidono sulla salute e quindi sulla longevità. Infatti, a differenza di tutte le altre coppie di geni di cui i figli ne ricevono metà dal genitore maschio e metà dalla madre, quelle dei mitocondri sono ereditati interamente dalla parte femminile. Significa che i mitocondri affetti da mutazioni genetiche dannose per l’uomo, ma ininfluenti per la donna, non vengono filtrati dalla selezione naturale (perché trasmessi solo dal genitore femmina), propagando l’imperfezione a tutta la progenie maschile.

Una peculiarità che gli scienziati definiscono un’anomala bizzarria della natura (guarda caso un’altra entità femminile).

"Il prossimo passo sarà capire come, e con quali attributi, gli individui maschili reagiscono a questo meccanismo genetico nocivo" hanno concluso i ricercatori.

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