impronte digitali
Scienza

Impronte digitali svelano il sesso di chi le ha lasciate

Grazie agli aminoacidi contenuti nel sudore

Gli investigatori potrebbero presto avere un'arma in più nel loro arsenale di strumenti utili a scoprire i responsabili dei crimini su cui indagano. In realtà si tratta un'arma vecchia che può dare risultati nuovi, dal momento che stiamo parlando delle impronte digitali, che da più di 100 anni vengono rilevate sul luogo del delitto. L'analisi dei frammenti di Dna non ha certo mandato in pensione questo consolidato strumento di indagine, che rappresenta la firma dell'assassino: al mondo non esistono due persone con impronte identiche, ognuno di noi ha sui polpastrelli una serie unica di linee. Come strumento di indagine presentano però un limite innegabile: occorre avere sotto mano il presunto colpevole per verificare che siano sue le impronte prese sulla scena del crimine. Ma se le impronte non appartengono a nessuno dei sospettati, che altre informazioni se ne possono trarre?

Un semplice test può aiutare gli scienziati forensi a determinare se il dito che ha lasciato l'impronta appartiene a un uomo o una donna. Lo afferma uno studio condotto da Jan Halamek, scienziato forense presso la State University di New York ad Albany e pubblicato sulla rivista Analytical Chemistry. Il test è basato su alcuni aminoacidi presenti nelle tracce lasciate dall'impronta, i cui livelli sono due volte più alti nel sudore delle donne che in quello degli uomini.

"Le impronte digitali sono stati trattate in realtà come immagini per più di cento anni", ha detto Halamek. "Gli unici grandi miglioramenti negli ultimi anni sono dovuti a software e database che rendono più veloce l'abbinamento delle impronte digitali". Serviva un cambio non di passo ma di prospettiva. Halamek e colleghi hanno testato le impronte digitali su una maniglia, una scrivania in laminato, un ripiano di materiale composito e lo schermo di un computer. Hanno scoperto che, indipendentemente dal tipo di superficie, era possibile capire se l'impronta digitale apparteneva a una donna, semplicemente testando i livelli di aminoacidi residui. Lo studio ha coinvolto solo poche impronte digitali, quindi occorrerà un campione più ampio per garantire che i risultati sono statisticamente significativi. Ma una nuova strada è aperta.

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