Scienza

I dieci scienziati più influenti del 2013 secondo Nature

La prestigiosa rivista scientifica racconta le persone che con le loro ricerche e studi hanno contribuito maggiormente allo sviluppo scientifico e tecnologico nell’anno appena trascorso.

top-10

– Credits: iStock

Il 2013 è ormai agli sgoccioli e immancabili come lo zampone con le lenticchie a capodanno, le principali riviste scientifiche hanno stilato le classifiche dei dieci avvenimenti o scoperte scientifiche più importanti dell’anno. Anche la rivista Nature non si è sottratta a questo rituale appuntamento, ma con un approccio più originale, presentando la top ten dei ricercatori e scienziati  “che hanno contato di più quest’anno”. Scopriamo di chi si tratta.

Feng Zhang è un biologo trentaduenne del Massachusetts Institute of Technology che ha sviluppato un metodo facile, preciso ed economico per modificare il genoma, chiamato CRISPR/Cas. Copiandolo dal sistema difensivo dei batteri. I CRISPRs (clustered regularly interspaced palindromic repeats) sono infatti sequenze di Dna che i batteri usano per codificare il genoma dei virus e individuare un bersaglio nel Dna dell’aggressore che viene quindi tagliato grazie alla proteina Cas. Nel 2012 è stato dimostrato i Crisps si possono riproggrammare per tagliare una specifica porzione di Dna e controllando poi come viene riparato si può modificare così un gene, aggiungendo, scambiando o togliendo pezzi della proteina codificata, oppure disabilitarla del tutto. Nel gennaio di quest’anno, il gruppo guidato da Zhang ha ulteriormente perfezionato il metodo, applicandolo alle cellule eucariote, cioè quelle più complesse, alla base degli organismi animali e vegetali. Le sue potenzialità si sono rivelate enormi, in grado di modificare il genoma di cavie, topi e primati. Zhang ed altri colleghi hanno così fondato a novembre la Editas Medicine, un’azienda che ha già raccolto 43 milioni di dollari di finanziamenti e che si propone di curare malattie neurologiche nell’uomo, come la schizofrenia e il morbo di Huntington, riparando i geni corrotti. “Il metodo CRISPR/Cas, grazie alla sua facilità di programmazione, ci permetterà di effettuare correzioni nel genoma di persone affette da malattie rare ma devastanti” proclama orgoglioso il giovane scienziato.

Tania Simoncelli fa un lavoro particolare: si occupa di diritti civili nell’ambito della scienza. Nel 2005 ha iniziato una lunga battaglia a fianco dell’Aclu, (Unione americana per le libertà civili, un ente non-profit con sede a New York) per impedire che società private possano brevettare geni umani. Una sfida ardua, dato che ciò accade da circa trent’anni all’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti. Così Tania negli ultimi quattro anni ha cercato un soggetto giuridico contro cui intentare un’azione legale, trovando nell’azienda Myriad Genetics, detentrice di brevetti su due geni legati al cancro del seno, il bersaglio ideale. Ha così radunato un esercito di scienziati, pazienti e medici sostenendo che “depositare brevetti sui geni umani è una minaccia al diritto delle persone di accedere alle proprie informazioni mediche e un ostacolo per gli scienziati che fanno ricerca” e portando il caso di fronte alla Corte Suprema, che in giugno si è espressa a favore di Tania e dell’Aclu. Di lei i suoi colleghi dicono che è talmente persuasiva e caparbia che è impossibile dirle di no.

 

Deborah Persaud, virologa all’ospedale pediatrico Johns Hopkins di Baltimora è stata addirittura indicata dalla rivista Time tra le cento persone più influenti al mondo. Il suo merito è di aver provato che nei bambini nati con l’Hiv, il virus può essere estirpato definitivamente. Tutto comincia nel 2012 quando viene portato alla sua attenzione un bambino nato da madre sieropositiva e anch’egli affetto da Hiv alla nascita. Il piccolo viene sottoposto, già poche ore dopo il parto, ad un alto dosaggio di un mix di tre farmaci antiretrovirali, di cui avrebbe dovuto continuare l’assunzione, in piccole dosi, per tutta la vita. Ma ad un check-up pediatrico si scopre che il trattamento è stato sospeso per cinque mesi e anche che il visus è scomparso. Deborah e il suo team effettuano una serie di contro analisi per verificare che non si tratti di un falso positivo, come spesso è capitato in passato, ma i risultati confermano che ad un anno dalla sospensione del trattamento non ci sono più tracce del virus nel piccolo. Merito della combinazione dei tre farmaci somministrati in dosi elevate. Secondo la Persaud, questo metodo potrebbe portare a una terapia per debellare l’Hiv già nell’infanzia, e sta quindi conducendo trial clinici su un campione sufficiente di pazienti per dimostrarlo.

Questi i tre gradini del podio. Seguono, nell’ordine:

Michel Mayor, settantunenne astronomo dell’Università di Ginevra e cacciatore di pianeti extrasolari dal 1995, quando per primo dimostrò l’esistenza di un esopianeta attorno a una stella simile al Sole. Grazie alle osservazioni effettuate con lo spettrometro Harps applicato ai telescopi dell’Eso in Cile, ha individuato nel 2013 il pianeta più simile alla Terra per dimensione e densità, Kepler 78b, la cui superficie però è composta di lava, data l’estrema vicinanza alla stella orbitante. Il suo obiettivo è riuscire di trovare gemello identico in tutto e per tutto al nostro pianeta prima di concludere la sua lunga carriera.

Naderev Sano, diplomatico filippino che durante la conferenza mondiale sul clima di Varsavia, proprio mentre il suo Paese era flagellato dal tifone Haiyan, ha portato all’attenzione planetaria il problema dei cambiamenti climatici.

Viktor Grokhovsky, della Ural Federal University di Yekaterinburg in Russia, cacciatore di meteoriti, che ha calcolato la traiettoria dell’asteroide esploso il 15 febbraio sui cieli degli Urali , individuando il luogo dove i frammenti si sono sparsi al suolo. Di cui ha raccolto oltre settecento campioni, per un peso totale di quasi sei chili, studiati ora nei laboratori di tutto il mondo per meglio capire e prevenire simili eventi. Ha inoltre localizzato il punto di impatto del nucleo del meteorite, il più grande che abbia mai colpito la Terra da oltre cento anni, in un lago nei pressi di Chelyabinsk: qui i sommozzatori hanno ripescato infatti un macigno proveniente dallo spazio del peso di ben 570 chili.

Hualan Chen, virologa cinese in prima linea per circoscrivere il contagio del nuovo ceppo di influenza aviaria H7N9 che quest’anno ha colpito la Cina.

Shoukhrat Mitalipov, biologo all’Oregon Health & Science University di Portland: dopo anni di frustranti tentativi andati a vuoto, ha finalmente sviluppato un metodo per ottenere cellule staminali, potenzialmente utili per curare svariate patologie, da embrioni umani clonati dalla pelle stessa del paziente.

Kathryn Clancy, antropologa all’Università dell’Illinois si è invece occupata di un altro tema caldo nel 2013: le molestie sessuali nell’ambito accademico. Dopo aver sentito le confidenze di una collega, ha aperto un blog su Scientific American per raccogliere le testimonianze e le denuncie delle studentesse americane. Dalla sua indagine è emerso che durante il periodo di dottorato, circa il 60% delle partecipanti subisce molestie verbali (e un preoccupante 20% anche fisiche) dai propri superiori, docenti e assistenti universitari che approfittano della loro posizione di potere per sfogare i loro bassi istinti. Grazie a lei, l’Associazione Antropologica Americana ha adottato la politica della tolleranza zero per chi adotta simili comportamenti.

Henry Snaith, trentacinquenne fisico inglese di Oxford, ha realizzato celle solari ad alta efficienza fatte però da materiali super economici, in grado di convertire in energia oltre il 25% della luce raccolta, dieci volte di più di quanto ottengono le piante con la sintesi clorofilliana e quasi pari ai pannelli fotovoltaici dei satelliti, composti da arseniuro di gallio, un semiconduttore cristallino efficientissimo nel convertire energia solare in elettricità ma dai costi proibitivi.

E per il 2014, Nature individua cinque scienziati da tenere d’occhio: Masayo Takahashi, del centro Riken, che sta sviluppando un sistema di autotrapianto di cellule per curare la degenerazione maculare; Jean-Pierre Bourguignon, il nuovo presidente del Consiglio Europeo della Ricerca; il presidente dell'Agenzia spaziale indiana (Isro), Koppillil Radhakrishnan, responsabile della prima missione indiana verso Marte, lanciata quest’anno e che a settembre raggiungerà il pianeta rosso; Chris Field co-presidente della prossima conferenza sul clima e Gordon Sanghera, direttore della società Oxford Nanopore, che a febbraio lancerà un apparecchio rivoluzionario per sequenziale il Dna.

© Riproduzione Riservata

Commenti