Eutanasia: così funziona nel resto del mondo

L'intervento del Presidente della Repubblica riaccende il dibattito sul fine vita. Che cosa prevede la legge in Europa e nel mondo

In ospedale

Redazione

-

Una esortazione al Parlamento da parte del Quirinale da riacceso in questi giorni i riflettori sulla condizione di migliaia di malati terminali in Italia. ''Richiamerò l'attenzione del Parlamento sull'esigenza di non ignorare il problema delle scelte di fine vita'' ha scritto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera all'Associazione Luca Coscioni, a Carlo Troilo, e al Comitato promotore Eutanasia Legale. Che, dopo sei mesi di ''silenzio sulla proposta depositata in Cassazione'', spingono il Parlamento a esaminare il progetto di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della Eutanasia, che ha raccolto 67mila firme autenticate e chiedono ''l'avvio di una indagine conoscitiva su come si muore in Italia''.

''Ritengo anch'io - ha scritto  il Presidente della Repubblica - che il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita e eludere 'un sereno e approfondito confronto di idee' sulle condizioni estreme di migliaia di malati terminali in Italia''. Una indicazione di rotta ma anche un testo che testimonia la partecipazione emotiva al Colle sul tema. 'Nell'anniversario della triste data del suicidio di suo fratello Michele'' - si legge nella lettera di Napolitano a Troilo, da oggi in sciopero della fame ''per protesta contro l'inerzia parlamentare'' - ''sento profondamente la drammaticità del travaglio per le disperate vicende dei propri cari''.

Secondo un'elaborazione dell'associazione Luca Coscioni su dati Istat del 2008, in dieci anni si sarebbero verificati in Italia 10.000 suicidi, e 10.000 tentati suicidi di malati. Mario Riccio ha illustrato la ''morte all'italiana'' che sarebbe praticata nei reparti di rianimazione a seguito della ''decisione clinica di non iniziare una terapia o interromperla, o ridurla''.

Così nel mondo

Attualmente secondo il Centre d'information sur l'Europe sono quattro i Paesi europei che hanno legalizzato il suicidio assistito e l'eutanasia attiva. A Svizzera, Olanda, Belgio e Lussemburgo si aggiungono, nel resto del mondo, Cina, Colombia e Giappone. Ecco alcuni esempi delle legislazioni nei paesi.
OLANDA - La prima legge che legalizza l'eutanasia è stata approvata nell'aprile del 2001 in Olanda, che diventa il primo paese al mondo a consentire eutanasia e suicidio assistito. BELGIO - La legge che legalizza l'eutanasia è entrata in vigore nel settembre 2002. Dallo scorso 13 febbraio è legale anche l'eutanasia sui minori.
LUSSEMBURGO - La normativa è entrata in vigore nel marzo 2009. Prevede che non venga sanzionato penalmente e non possa dar luogo ad un'azione civile per danni ''il fatto che un medico risponda ad una richiesta di eutanasia''.
SVEZIA - Nell'aprile 2010 l'autorità nazionale dà il via libera all'eutanasia passiva (con interruzione omissione di trattamenti medici). L'eutanasia attiva è proibita.
SVIZZERA - Nel Paese elvetico la legge consente l'aiuto al suicidio se prestato senza motivi egoistici. Una prestazione garantita anche ai cittadini stranieri.
GERMANIA - La Corte di giustizia tedesca si è espressa nel giugno 2010 a favore dell'eutanasia passiva. Pur non essendoci una legge specifica anche l'eutanasia attiva è ammessa se è chiara la volontà del paziente.
SPAGNA - Sono ammessi eutanasia passiva e suicidio assistito, ma non l'eutanasia attiva.
DANIMARCA - In Danimarca sono ammesse solo le direttive anticipate di trattamento.
FRANCIA - L'eutanasia attiva è vietata, mentre è parzialmente ammessa quella passiva.
GRAN BRETAGNA - Anche l'aiuto al suicidio e' perseguito per legge, come ogni forma di eutanasia, ma un giudice può autorizzarlo in casi estremi.
RESTO DEL MONDO Nel resto del mondo l'eutanasia è ammessa in Cina negli ospedali, mentre in Colombia è legale dal 1997. Nei paesi occidentali il più tollerante è l'Oregon, negli Usa, che l'ha ammessa anche in questo caso nel 1997 e la permette anche in caso di depressione dei pazienti. Successivamente hanno adottato legislazioni simili Vermont, Washington e Montana. In Canada, patria di uno dei film più famosi su questo tema, Le invasioni barbariche, una legge che la legalizza è stata bocciata e la situazione varia da provincia a provincia. Altri paesi, fra cui l'Australia, non ammettono l'eutanasia ma consentono le direttive anticipate di trattamento. In Giappone quando un paziente vuole accedere all'eutanasia viene avvicinato da una equipe che lo aiuta a prendere una decisione.

(Ansa)

© Riproduzione Riservata

Commenti