Glifosato
Scienza

Ecco perché, sul glifosato, l'Europa si è spaccata

La Commissione europea ha dato il via libera al glifosato per altri 5 anni, riaprendo il dibatitto sulla sua pericolosità

A Bruxelles, la questione in ballo era importante e delicata: decidere se rinnovare o meno per altri cinque anni l’autorizzazione all’uso del glifosato, il controverso erbicida protagonista, da anni, di un dibattito che coinvolge scienza, politica e aziende e ha sullo sfondo studi, ricerche, classificazioni, interessi economici parecchio rilevanti.

Sul primo versante, ci sono, per esempio, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la sua Iarc, Agenzia intergovernativa con sede a Lione che conduce e coordina la ricerca sulle cause del cancro, che lo considerano “probabilmente cancerogeno per gli esseri umani”, mentre per l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa) non cancerogeno, non mutageno e non tossico per la riproduzione.

I Paesi contrari e quelli a favore

Tra i Paesi che propendono per la prima tesi e che, pertanto, si sono opposti al rinnovo in Commissione europea, ci sono Italia, Francia Belgio, Grecia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia, mentre la capofila dei diciotto che hanno dato il voto a favore è la Germania che, secondo le organizzazioni ambientaliste, ha ceduto alle pressioni delle lobby in vista della decisione finale della Commissione sulla fusione Bayer-Monsanto (quest’ultima produce alcuni degli erbicidi più venduti nel mondo), attesa a gennaio.

"L'Italia già adotta disciplinari produttivi che limitano l'uso del glifosato a soglie inferiori del 25% rispetto a quelle definite in Europa al fine di portare il nostro Paese all'utilizzo zero del glifosato entro il 2020”. ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina e, subito dopo il via libera dell’Europa, il presidente francese Emmanuel Macron ha scritto in un tweet di aver chiesto al suo governo di "assumere le disposizioni necessarie affinché l'uso del glifosato venga vietato in Francia non appena verranno trovate delle alternative, al più tardi tra tre anni".

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