pesce e crostacei
Dieta

Pesce e crostacei contro l'Alzheimer

Mangiare cibi ricchi di Omega-3 una volta a settimana rallenta la perdita di memoria

Mangiare almeno una volta alla settimana un pasto a base di pesce o altri alimenti che contengono acidi grassi omega-3 può proteggere dalla perdita di memoria correlata all'età. Lo sostengono i ricercatori della Rush University Medical Center e dell'Università di Wageningen in Olanda che pubblicano i loro risultati sulla rivista Neurology. "Questo studio aiuta a dimostrare che, anche se le capacità cognitive, naturalmente, declinano come parte del normale processo di invecchiamento, c'è qualcosa che possiamo fare per attenuare questo processo", dice Martha Clare Morris, epidemiologa nutrizionale e autrice anziana della ricerca.

Andamento lento
La perdita di memoria legata all'età tra i partecipanti allo studio che dichiaravano di mangiare pesce meno di una volta alla settimana è stata più rapida rispetto a coloro che mangiavano almeno un pasto a base di pesce a settimana. I ricercatori hanno seguito 915 persone con un'età media di 81,4 anni per una media di cinque anni. Al momento dell'arruolamento nessuno di loro presentava segni di demenza. Nel corso dello studio ogni persona è stata sottoposta a test annuali standardizzati per verificare le capacità cognitive in cinque aree - memoria episodica, memoria di lavoro, memoria semantica, capacità visuo-spaziale e velocità percettiva. Il gruppo di studio ha inoltre completato questionari annuali di frequenza alimentare, permettendo ai ricercatori di confrontare l'assunzione di pesce e crostacei segnalata dai partecipanti con i cambiamenti nelle loro capacità cognitive misurate dai test.

A ognuno i suoi pesci
I questionari includevano quattro tipi di prodotti ittici: panini al tonno; bastoncini di pesce, tortine e panini a base di pesce; pesce fresco come piatto principale e poi gamberi, aragoste e granchio. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: quelli che mangiavano almeno uno di questi pasti a base di pesce alla settimana e quelli che li mangiavano meno di una volta a settimana. Si andava da una media di due pasti a base di pesce a settimana (il gruppo ad alto consumo) a un pasto a base di pesce ogni due settimane (gruppo a basso consumo).

Il pesce è la fonte nutritiva diretta dell'acido grasso omega-3 che è il principale componente strutturale del cervello. Mentre studi epidemiologici hanno dimostrato l'importanza degli acidi grassi contenuti nel pesce e degli omega-3 nella prevenzione della demenza, alcuni studi precedenti hanno esaminato le loro associazioni con specifici tipi di capacità cognitive. In questo studio in particolare è emerso che le persone che mangiavano più pesce vedevano ridursi i tassi di declino della memoria semantica, che è la memoria delle informazioni verbali. Avevano anche tassi più lenti di declino in una prova di velocità percettiva, per esempio la capacità di confrontare rapidamente lettere, oggetti e schemi. Mentre sul declino di altri tipi di memoria non sono state trovate differenze significative tra chi mangiava più spesso pesce e crostacei e chi meno.

Protezione ai più predisposti
I risultati sono confermati anche dopo aver preso in considerazion altri fattori che potrebbero influenzare la memoria e la capacità di pensiero, come l'istruzione, l'attività fisica, il fumo e la partecipazione ad attività mentalmente stimolanti.

E' infine interessante notare che la protezione fornita dal consumo di pesce risultava ancora più forte tra gli individui con un genotipo comune (APOE-ε4), che aumenta il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. L'APOE è un gene coinvolto nel trasporto del colesterolo ai neuroni. Circa il 20 per cento della popolazione è portatrice del gene APOE-ε4, anche se non tutti coloro che hanno il gene svilupperano la malattia di Alzheimer.

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