Dieta

Obesità: ecco i Paesi più in "carne" al mondo

Al primo posto il Kuwait, seguito da Trinidad e Tobago e Argentina. L'Italia, al 73esimo posto, sembra essere ancora in forma

Getty Images

Se gli Stati Uniti sono la "patria" del junk food, non è comunque l'America il posto al mondo col maggior numero di persone sovrappeso. Secondo una singolare classifica, stilata dal Mail online , infatti, il primato di popolazione più "in carne" spetta al Kuwait, seguito da Trinidad e Tobago, mentre al terzo posto si trova l'Argentina. A stupire è anche il fatto che nella top ten non figura nessun paese europeo, mentre ai primi posti si trovano molti Stati sudamericani, alcuni mediorientali e persino Australia e Nuova Zelanda. Al contrario, per trovare uomini e donne particolarmente in forma bisogna cercare in centro Africa, India e Indonesia. E gli italiani? Stando ai dati, pare che nel Belpaese si goda ancora di una buona forma, tanto che il nostro Paese si colloca al 73esimo posto, molto indietro rispetto a Germania e Gran Bretagna.

La ricerca è stata condotta utilizzando come parametro l'indice di massa corporea, il cosiddetto body mass index (BMI), ottenuto dal rapporto tra altezza e peso. Ebbene, è emerso che l'indice di massa corporea medio in Kuwait oscilla tra 29,5 e 27,5 per gli uomini, mentre per le donne è in media di 31,4. Tanto per avere un confronto diretto, negli Usa la media maschile è di 28,8/28,5, mentre per le donne è 29. In America, dunque, nonostante i cronici e sempre maggiori problemi di obesità, la popolazione sembra essere più in forma. A Trinidad e Tobago il BMI è in media di 28,6 sia per gli uomini che per le donne. Sul terzo gradino del podio dei paesi più grassi al mondo, come detto, si trova poi l'Argentina, seguita da Messico, Egitto, Nuova Zelanda, Emirati Arabi Uniti, Cile, Venezuela, Australia, Bolivia e Grecia, primo paese europeo nella classifica.  

E l'Europa? Nel Vecchio Continente il primato di "fuori forma" va senza dubbio ai tedeschi, 23esimo Paese al mondo e primo in Europa. Male anche la Gran Bretagna, 26esima al mondo, l'Austria (34esima), la Svizzera (41esima), il Portogallo (50esimo), la Spagna (55esima) e il Belgio (72esimo). Alle spalle dei belgi si trovano, dunque, gli italiani, mentre meglio di noi stanno senz'altro, secondo questi dati, olandesi, irlandesi, lettoni, ucraini e francesi.

A osservare le mappe dell'obesità, appare chiaro come gli indici di massa corporea sono decisamente inferiori nelle aree dove maggiore è la povertà, come in Africa e India. Non a caso, a chiudere la classifica si trovano Etiopia, Eritrea e Bangladesh, mentre non mancano Paesi come Iraq e Georgia (ma, a sorpresa, anche la Danimarca) nelle zone basse della classifica, dove il sovrappeso è minore.

In ogni caso si tratta di dati che stridono con la lotta all'obesità che viene fatta nei Paesi più avanzati e ricchi, primo tra tutti l'America. Alle campagne di sensibilizzazione per una corretta alimentazione, si affiancano poi continui studi sul problema. Tra questi va segnalata una nuova e recentissima ricerca dell'università di Harvard, che potrebbe evitare dolorose e impegnative operazioni chirurgiche per ridurre lo stomaco e combattere l'obesità. Secondo lo studio, la vera responsabile dell'aumento (e soprattutto della perdita) di peso sarebbe la flora intestinale.

I ricercatori del Massachusetts hanno infatti provato a trasferire la flora intestinale da un topo, sottoposto precedentemente a riduzione dello stomaco, ad altri roditori in condizioni normali. Il risultato è stato che anche questi ultimi sono dimagriti. Secondo gli studiosi questo significa che, a determinare la perdita di peso è soprattutto l'alterazione della flora intestinale. Soddisfatto il capo del team di ricerca, Peter Turnbaugh, che all'Huffington Post ha spiegato: "Potrebbe anche non essere che avremo una pillola magica che funzioni per tutte le persone leggermente sovrappeso, ma se riusciamo, come minimo, a dare un'alternativa all'intervento di riduzione dello stomaco che dia gli stessi risultati, sarebbe un grande passo".

© Riproduzione Riservata

Commenti