spaghetti pasta with a Bolognese sauce
Dieta

Mangiare pasta non fa ingrassare, anzi diminuisce il girovita

Uno studio italiano ha mostrato che il consumo del piatto nazionale preferito è associato a una riduzione dell’indice di massa corporea

Incombe la temuta e fatidica prova costume e la pasta finisce in cima alla lista nera dei cibi da evitare. Sbagliato. Forse vi sorprenderà saperlo ma se si vuole perdere peso, soprattutto nel girovita, i piatti a base di pasta vanno inseriti d’obbligo nella dieta.

Perché il consumo di questo alimento (nelle dosi normali e moderate) è associato ad una diminuzione dell’obesità, sia a livello generale sia specificatamente nella zona addominale.

Lo afferma una ricerca dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli e pubblicata sulla rivista Nutrition and diabetes: “eliminare la pasta o limitarne il consumo ai pasti non è un atteggiamento corretto da un punto di vista salutare” spiega a Panorama.it Licia Iacoviello, Capo del Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Nutrizionale del Neuromed.

“È una componente chiave della dieta mediterranea, riconosciuta ormai come il modello nutrizionale più sano, e grazie al nostro studio ora sappiamo che ha un ruolo specifico nel regolare il peso corporeo”.

Lo studio su 35 mila italiani

I ricercatori hanno effettuato studi trasversali in due campioni di popolazione italiana: uno ha coinvolto venticinquemila cittadini residenti in Molise con età superiore ai 35 anni (progetto Moli-san partito nel 2005 per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori) e l’altro invece è stato condotto su oltre novemila persone sparse in tutte le regioni italiane (Progetto INHES, Italian Nutrition & HEalth Survey programma di ricerca pensato per acquisire informazioni sui fattori che influenzano la scelta dei cibi e sulla consapevolezza relativa al rapporto tra alimentazione e salute nella popolazione italiana).

“Abbiamo visto che il consumo regolare di pasta si associa con un indice di massa corporeo più basso e una circonferenza vita minore e questo effetto è più evidente nelle donne” dice la dottoressa Iacoviello.

“I dati parlano chiaro: li abbiamo ottenuti comparando le analisi sulle abitudini alimentari dei partecipanti al progetto Mili-san tramite un questionario e con la misura diretta di peso, altezza e circonferenza corporea di ciascun individuo”.

Il risultato è stato validato, spiega la dottoressa, su una popolazione più eterogenea, quella dell’osservatorio nutrizionale Inhes, chiedendo telefonicamente alle persone reclutate di riferire il proprio peso e il diario alimentare.

Quantità e frequenza: quali sono quelle giuste?

Quindi quante volte si dovrebbe mangiare pasta in una settimana? E in quale quantità?

“Nello specifico i dati dicono che il consumo medio giornaliero ideale è di sessanta grammi al giorno per le donne e settanta per gli uomini. Ma, ripeto, è un dato medio: nel nostro studio non abbiamo calcolato la frequenza di consumo. Le portate dovrebbero essere quindi distribuite in dosi moderate durante la settimana in modo da ottenere questo valore medio giornaliero”.

Ma perché mangiare pasta non fa ingrassare?

“Non è che chi evita la pasta mangia di meno. Dal nostro studio è emerso che proprio chi non consuma pasta la sostituisce con altri alimenti non salutari che hanno l’effetto di far aumentare rapidamente la massa grassa”.

Sappiamo però che è un alimento ricco di carboidrati, quindi spesso bandito a chi deve perdere peso

“I carboidrati semplici, come lo zucchero che mettiamo nelle caffè, quello dei dolci e delle bibite gassate hanno un alto indice glicemico, mentre quelli complessi sono contenuti nei cereali (e quindi nella pasta) che si trovano alla base della piramide alimentare della dieta mediterranea, associata da studi condotti in tutto il mondo a una salute cardiovascolare, neurale e oncologica migliore”.

Quale tipo consiglia?

“La pasta di semola di grano duro, quella cotta al dente e quella lunga hanno un indice glicemico relativamente basso e simile a quello della pasta integrale”.

Per i diabetici è un alimento demonizzato…

“Sempre meno. Siamo passati dal concetto che la pasta andava eliminata completamente a quello in cui fa parte di una dieta completa, naturalmente in questo caso in quantità ridotta, 50 grammi al giorno accompagnata con verdure, pesce o legumi”.

E per la prova costume?

“Non rinunciate alla pasta: anzi, con 50 grammi al giorno avrete un girovita più snello. Lo dimostrano gli studi”

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