Saranno gli insetti il futuro della nostra alimentazione

Bruchi e cavalette risolveranno molti dei problemi legati al cibo e al costo delle materie prime nei prossimi anni

spiedini di bruco

Spiedini di bruco – Credits: iStockphoto

Redazione

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L'aumento costante dei prezzi dei prodotti alimentari, la sovrappopolazione e i problemi ambientali sono solo alcuni dei campanelli di allarme che accendono molti riflettori su quella che sarà l’alimentazione umana nei prossimi anni.

"L'aumento dei prezzi ci porterà a vedere anche la carne come un lusso. Per questo stiamo cercando nuovi modi per nutrirci" ha spiegato in un’intervista alla Bbc la futurologa inglese Morgaine Gaye

Carne troppo cara

Si prevede che il prezzo della carne potrebbe raddoppiare nei prossimi cinque-sette anni. Per sopperire al suo apporto di proteine, potremmo, secondo Gaye, iniziare a inserire gli insetti nella nostra dieta: sarebbero in grado di fornire un ottimo apporto nutrizionale, esattamente come una fettina di manzo o anche meglio. Sono una grande fonte di proteine, anche secondo gli studi dei ricercatori olandesi della Wageningen University. Inoltre consumano molta meno acqua dei bovini, qundi hanno un ridotto impatto sull’ambiente, e le specie commestibili sono circa 1.400.

Il governo olandese ha investito circa un milione di euro in ricerche sull’inserimento degli insetti nella dieta occidentale, per preparare una legislazione che disciplini le aziende agricole produttrici di insetti destinati all’alimentazione.

Naturalmente Gaye non prevede un futuro in cui i nostri piatti si riempiranno di cavallette, ma più proobabimente un mondo in cui i nostri hamburger conterranno bruchi o grilli e noi non esiteremo a mangiarli.

Questione di marketing

Una larga fetta della popolazione mondiale inserisce già per tradizione gli insetti nella dieta. Bruchi e cavallette sono molto popolari in Africa, le vespe sono una prelibatezza in Giappone, i grilli sono mangiati tutti i giorni in Thailandia.

Ma, secondo Gaye,  gli insetti avranno bisogno di una massiccia operazione di marketing per poter entrare nella nostra dieta. "Diventeranno popolari forse quando smetteremo di chiamarli insetti e inizieremo a definirli mini bestiame"

All'inizio di quest'anno gli scienziati olandesi hanno prodotto con successo carne “artificiale” facendo crescere strisce di tessuto muscolare con cellule staminali prelevate dalle mucche: chi l’ha assaggiata ha detto che aveva un discreto sapore e la consistenza dei calamari. I ricercatori credono di riuscire a creare il primo hamburger artificiale entro la fine dell'anno.

Il primo esperimento scientifico sulla carne coltivate in laboratorio la carne è stato finanziato dalla Nasa, per vedere se era possibile creare un nuovo cibo da somministrare agli astronauti nello spazio

Un aiuto dalle alghe

Oltre agli insetti, anche le alghe, secondo Gaye, potrebbero essere alla base della catena alimentare, offrendo anche una facile soluzione al problema della penuria di cibo in tutto il mondo. Con un ulteriore vantaggio: il biocarburante derivato dalle alghe potrebbe contribuire a ridurre la necessità di petrolio e combustibili fossili

"L'alga è un prodotto multifunzionale", sostiene Gaye. "E molte delle sue proprietà sono ancora in fase di studio. È una grande risorsa che non abbiamo ancora sfruttato".

Ma il futuro, soprattutto quello del cibo, è ancora tutto da scrivere.

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