Il caffè più caro al mondo? Digerito dagli elefanti

È ricavato da chicchi di caffè mangiati e "defecati" dagli enormi mammiferi che vivono in Thailandia. Costo: 1.100 dollari al chilo

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Eleonora Lorusso

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In principio c'era il caffè normale, poi si è iniziato a produrne una costosa varietà con chicchi parzialmente digeriti dagli zibetti, una specie a metà tra le civette e gli scoiattoli: il risultato è stato caffè così pregiato da essere anche il più caro al mondo. Ora, però, ci si è spinti oltre: per ottenere una maggior quantità della nota bevanda si è scelto un tipo di animale dalla stazza decisamente maggiore: l'elefante. Ecco allora che in Thailandia è stato deciso di cambiare la dieta a un gruppo di 20 elefanti, somministrandogli enormi quantità di bacche di caffè arabica.

Ma perchè tutto ciò? La risposta è semplice, quanto disarmante: come si legge sul Telegraph , le bacche di caffè, una volta arrivate nello stomaco dell'animale, vengono digerite, ma i chicchi rimangono integri. Grazie all'ambiente acido che trovano durante il processo di digestione, però, perdono quel tradizionale gusto amaro tipico delle proteine sulla superficie, diventando al contrario dolci e dal sapore caramellato. I chicchi, una volta defecati, vengono lavati e lasciati essiccare al sole. Infine prendono la strada per Bangkok, dove vengono tostati e diventano la più costosa varietà di caffè in circolazione al mondo: la Black Ivory, che al chilo costa la bellezza di 1.100 dollari.

Certo non è così facile trovare un posto dove poter gustare questo caffè. In alcuni resort esclusivi, però, come l'Anantara Hotel, è possibile chiedere una tazza di caffè "defecato" dagli elefanti, purchè si sia disposti a pagarla 50 dollari. Del resto, per ottenere un chilo di chicchi di caffè "digeriti" e addolciti, occorrono 33 kg di bacche. Certo non è solo una questione di costi: qualche problema lo danno anche le proteste per i maltrattamenti ai quali sarebbero sottoposti gli animali, elefanti o zibetti che siano. Una dieta a base di bacche di caffè risulta assai debilitante per gli animali.

D'altro canto il business del Kopi Luwak, come si chiama il chicco di caffè prodotto ricavato dallo sterco degli zibetti, era il più richiesto dagli esperti del settore, disposti a spendere tra i 360 e 750 dollari al chilo. Per questo, soprattutto nel sud est asiatico sono stati creati veri e propri allevamenti ad hoc, che hanno sostituito le iniziali produzioni artigianali. Secondo Chris Sheperd, della Ong Trafic, le condizioni in cui vivono gli zibetti "sono tremende, simili a quelle dei polli in batteria. Gli animali sono catturati, costretti in gabbie piccolissime e alimentati solo con caffè".

Quella del caffè defecato, però, oltre ad una moda, è un vero business, soprattutto in Asia e Brasile, tanto che proprio qui stanno pensando di produrre una varietà di caffè utilizzando gli opossum e un uccello denominato Jacus, che sarebbe molto goloso di bacche di arabica.

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