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Dieta

Fruttosio o glucosio: quale fa ingrassare di meno?

Uno studio davvero singolare dimostra che anche lo zucchero contenuto nella frutta ha i suoi “effetti collaterali” per la dieta, tra cui far aumentare l’appetito

Chi pensa di dimagrire seguendo una dieta a base prevalentemente di frutta non sta effettivamente percorrendo la via migliore. E anche chi è affetto da diabete di tipo II dovrebbe evitare alcuni particolari frutti, come consiglia vivamente la maggior parte degli esperti: per mantenere basso il livello di glicemia nel sangue (e lo scrivente ne sa qualcosa) bisogna stare alla larga da fichi, uva, banane, cachi e in generale non introdurre nell’alimentazione quotidiana un’eccessiva quantità di frutta.

Infatti, nonostante sia tra i cibi naturali più salutari e ricchi di vitamine e altre importanti sostanze benefiche come gli antiossidanti, ha però il suo tallone d’Achille: il fruttosio. Che è lo zucchero naturalmente contenuto in ogni frutto, in dosi che variano a seconda del tipo. Il normale dolcificante che usiamo a tavola e in cucina, il saccarosio, altro non è che fruttosio combinato con glucosio.

Un nuovo studio condotto all’University of Southern California di Los Angeles e pubblicato oggi sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ha dimostrato infatti che l’assunzione di fruttosio non produce lo stesso effetto di sazietà rispetto all’ingestione di un identico ammontare di glucosio, lo zucchero abbondante invece nei cibi con più carboidrati.

Anzi, aumenta la sensazione di appetito e induce maggior voglia di mangiare cibi ipercalorici. I ricercatori americani hanno indagato la relazione tra i diversi meccanismi dei due zuccheri sul metabolismo dell’organismo umano e le conseguenti reazioni prodotte a livello psicologico e comportamentale.

Con un esperimento alquanto singolare. Hanno sottoposto un campione di ventiquattro persone a risonanza magnetica funzionale a immagini (fMRI) mentre mostravano loro delle immagini di cibi e alimenti ad alto contenuto di calorie, quelli cioè da mettere al bando quando si intraprende una dieta per perdere peso, in due differenti contesti e a distanza di parecchi giorni: nel primo caso gli individui avevano precedentemente bevuto una soluzione composta da 75 grammi di fruttosio (l’equivalente contenuto in trecento grammi di uva) in 300 ml di acqua (l’equivalente di una lattina) insaporita con aroma alla ciliegia. Nel secondo caso, la bevanda somministrata conteneva invece glucosio nella stessa quantità.

Le immagini della fMRI hanno mostrato, quando i soggetti avevano bevuto il fruttosio, un’iperattività della corteccia orbito-frontale, nel lobo anteriore del cervello e coinvolta nella moderazione e soppressione di comportamenti, e della corteccia visiva primaria, quella cioè che attiva particolari reti neurali a seconda dello stimolo percepito dagli occhi.

In altre parole, i circuiti cerebrali coinvolti nei processi legati al senso di ricompensa e alla motivazione si sono illuminati come un albero di Natale dopo l’assunzione di fruttosio, mentre si sono mostrati molto meno attivi con la somministrazione di glucosio.

I partecipanti stessi hanno riferito di provare un maggior senso di fame e appetito guardando le immagini delle succulente pietanze mostrate durante la fMRI quando avevano ingerito il fruttosio. Addirittura, chiedendo loro se preferivano ricevere un compenso monetario che sarebbe stato versato loro a distanza di tempo o mangiare subito gli alimenti che stavano osservando, non hanno esitato a rinunciare al denaro in favore del cibo.

Anche la risposta insulinica, misurata con esami del sangue, si è mostrata minore dopo l’assunzione di fruttosio, il che è un bene per chi non ha il diabete (troppa insulina nel sangue infatti porta alla riduzione funzionale delle cellule del pancreas che la producono) ma è controproducente nei soggetti che hanno sviluppato la patologia.

Dunque lo studio ha contribuito a sfatare un altro falso mito sul fruttosio: non è affatto più efficace del glucosio nel moderare il senso dell’appetito. Per chi deve mettersi a dieta, meglio preferire edulcoranti artificiali a basso contenuto calorico piuttosto che soddisfare il bisogno di dolce con l’assunzione di troppa frutta.

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