coca cola obesità
Dieta

Dimagrire: secondo Coca-Cola meglio il movimento della dieta

Per un'organizzazione finanziata dalla multinazionale la colpa dell'obesità non è dell'alimentazione ma dello scarso esercizio fisico

Dal momento che abbiamo McDonald's come principale sponsor di una Expo dedicata alla sfida di sfamare il pianeta, non dovrebbe stupirci troppo se a sovvenzionare studi su come perdere peso ci pensa Coca-Cola. Il Global Energy Balance Network è un'organizzazione senza scopo di lucro che ha percepito 1,5 milioni di dollari da Coca-Cola lo scorso anno per finanziare le proprie attività nel campo degli studi sul bilancimento energetico. Che cosa sostiene questa "no-profit"? In estrema sintesi che non è tanto il mangiare meno a farci dimagrire, quanto il muoverci di più.

Il dilemma in questione è degno di quello che ha per protagonisti l'uovo e la gallina. Dal momento che per perdere peso le calorie bruciate devono superare quelle ingerite, che cosa è meglio fare per agevolare il dimagrimento: diminuire la quantità di calorie assunte con il cibo o aumentare il numero di quelle bruciate facendo più attività fisica? Chi aiuta le persone a perdere peso e tornare in forma, e quindi ha a che vedere con pazienti in carne e ossa, con tutto il loro corredo di fragilità, nevrosi e preferenze personali, di solito non ha dubbi: non si può prescindere dal fare entrambe le cose.

Qualunque dieta è zoppa se non vi si abbina dell'attività fisca, ma iscriversi in palestra o mettersi a correre non garantisce benefici se non si fanno al contempo anche degli aggiustamenti al proprio stile alimentare. Suona noioso vero? Però è così. Sarebbe bello pensare di potersi abbuffare di torte alla panna e poi smaltire tutto con qualche camminata, così come per i pigri irriducibili è attraente l'idea di sostituire qualche pasto con un'insalata senza mai dover alzare il sedere dalla sedia.

Cosa ha da dire sull'argomento il GEBN, così generosamente sostenuto dalla multinazionale delle bibite zuccherate? Quello che questa organizzazioe sta facendo, attraverso le parole di uno dei suoi membri, Steven Blair, professore di Scienze Motorie presso la Arnold School of Public Health dell'Università della South Carolina, è prima di tutto mettere in dubbio il fatto che l'epidemia di obesità che sta investendo il mondo occidentale dipenda in massima parte dalle cattive abitudini alimentari. In un tentativo che suona assai simile a quello messo in campo dai negazionisti del cambiamento climatico, Blair sostiene che non vi sia alcuna certezza in merito al ruolo di fast food e bibite zuccherate sul vertiginoso aumento di peso che ha visto protagonisti gli americani prima e a seguire gli altri popoli occidentali negli ultimi 30-40 anni.

"Abbiamo bisogno di scoprire che cosa sta realmente causando questa epidemia e come possiamo cambiarlo", dichiara Blair, che si dice interessato a far arrivare al grande pubblico il concetto di bilancio energetico. "Il grosso problema", sostiene Blair, "è che non sappiamo veramente quale sia la causa, a parte il fatto che troppe persone mangiano più calorie di quelle che bruciano per troppi giorni. Ma forse la ragione per cui mangiano più calorie di quelle di cui hanno bisogno è che non ne bruciano molte".

Lo scopo palese sembra quello di spostare l'attenzione dall'eccesso di calorie che causa l'obesità, alla mancanza del giusto equilibrio tra quello che entra quello che viene bruciato. La verità è che l'introito calorico dell'americano medio è andato aumentando negli ultimi 40 anni. Forse si muovono anche tutti meno di un tempo, ma di certo mangiano molto di più e soprattutto peggio. L'attività fisica non può controbilanciare i danni di una dieta scorretta, ipercalorica e piena di zuccheri e i motivi sono diversi. Volendone scegliere uno soltanto, possiamo ricordare che diversi studi hanno dimostrato che i problemi legati a una cattiva alimentazione, primo tra tutti il diabete, non dipendono solo dal peso.

Buttar giù chili agendo solo sull'esercizio fisico è estremamente difficile dal momento che per smaltire una merendina che si mangia in due minuti bisogna passarne diverse decine sulla cyclette o sul tapis roulant. Inoltre zuccheri e grassi ingeriti nella dieta fanno danni di per sé al nostro metabolismo, anche senza considerare l'aumento di peso. Quindi può avere senso mettersi a fare sport per dimagrire, continuando nel contempo a consumare grandi quantità di, chessò, bibite zuccherate? Per quanto vi sia chi è disposto a sostenere il contrario, la risposta sensata ad oggi continua a essere no.

Questo, badate bene, non vuol dire che non dovremmo tutti cercare di introdurre più movimento nella nostra vita quotidiana. Ma non illudiamoci che questo ci fornisca il passaporto per abbuffarci o per mangiare e bere grandi quantità di cibi e bevande ipercaloriche. Avendo chiarito questo, stiamo ancora aspettando di leggere studi finanziati da grandi multinazionali che giungano a conclusioni "scomode" per le aziende finanziatrici. Quando accadrà potremo finalmente credere che questi colossi dell'industria vogliano soltanto contribuire a trovare la verità. Fino ad allora i loro aiuti milionari alla scienza continuano a essere niente più che investimenti in pubbliche relazioni.


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti