Dieta

Bistecca contro hamburger

Alla Camera un convegno su educazione alimentari e consumi. Si punta un modello sostenibile di alimentazione doc

hamburger

Chi salverà la leggendaria e italianissima chianina dalla globalizzazione della bistecca?

Il nemico per eccellenza è l’americanissimo hamburger, che già oggi consente al prodotto tipico dell’allevamento nostrano di farsi «smart», alla portata di tutti, in grado di arrivare con la sua qualità ovunque, anche nei fast food, dove ormai si va alla ricerca del risparmio ma anche della velocità e del salutismo.

La nuova dimensione del consumo alimentare «mordi bene e fuggi»  e le prospettive dell’agroalimentare doc sono sintetizzate nel modello-chianina del professor Angelo Frascarelli, docente di Economia Rurale all’Università di Perugia, autore dello studio «Consumi, socialità ed educazione alimentare» commissionato dalla Fondazione per la Sussidiarietà e presentato alla Camera dei Deputati alla presenza di numerosi parlamentari (Realacci, Sereni, Gadda, Braga, Malpezzi, Sani) che in dote portavano la recente legge anti-sprechi alimentari. Intorno alla ricerca si è snodato l’incontro «Iniziamo dall’Abc: Alimentazione, Buone pratiche e Cultura», promosso dall’Associazione Nazionale per il Clima, con il patrocinio dell’I-com, studio che fotografa un consumatore medio che vuole mangiare bene ma senza svenarsi, chiede rapidità ma anche cura del dettaglio e informazioni chiare.  

Un consumatore al quale proporre una filiera che sappia fare sistema, reddito e cultura alimentare. «Serve un modello flessibile perché oggi, in settimana, si mangia fast e nel fine settimana si va sullo slow, manca una via di mezzo nel quotidiano che coniughi i nuovi stili con le tradizionali eccellenze italiane», spiega Frascarelli, che lancia un allarme proprio sulla capacità dei produttori italiani di leggere i nuovi mercati e di innovare, puntando anche sulla divulgazione e la diversificazione. «C’è ancora la cultura del trattore come unico investimento…».


Export, menu scolastici, famiglie, obesità, denutrizione da povertà, ristorazione, dietisti: questi i settori su cui costruire un modello «sostenibile» di alimentazione moderna e doc. «Un modello polimorfico flessibile - spiega Marisa Porrini, docente all'Università di Milano – che deve sfruttare sempre di più le informazioni disponibili online ma anche evidenziarne le contraddizioni”. Perché a tavola, oltre il colesterolo, oggi uno dei nemici peggiori è un disturbo che nasce sul web e che si sta diffondendo come un’epidemia: la “schizofrenia informativa”.

Luca Maurelli

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