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Dieta

Arachidi e uova: prima li mangi meno sei allergico

L'introduzione nei primi mesi di vita diminuirebbe il rischio di sviluppare reazioni

I tempi di introduzione di alimenti potenzialmente allergenici nella dieta del bambino, come arachidi e uova, possono influenzare il rischio di insorgenza di malattie allergiche o autoimmuni. Ora un nuovo studio, i cui risultati sono appena stati pubblicati su JAMA, suggerisce che anticiparne l'introduzione possa ridurre le probabilità di sviluppare l'allergia.

Centinaia di studi sotto la lente
Robert Boyle e colleghi dell'Imperial College di Londra hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di studi di intervento e osservazionali che valutavano i tempi di introduzione di alimenti allergenici durante il primo anno di vita e riportavano la comparsa di malattie allergiche o autoimmuni o di sensibilizzazione allergica. L'indagine ha riguardato un totale di 146 studi dai quali gli autori hanno estrapolato le prove che il momento dell'introduzione di alcuni alimenti allergenici nella dieta del bebè è associato al rischio di malattia allergica ma non di malattia autoimmune.

Uova, arachidi, pesce, glutine
Le associazioni per le quali c'è una maggiore certezza riguardano in particolare le uova, la cui introduzione precoce, tra i 4 e i 6 mesi di vita, è associata a un ridotto rischio di allergia, e le arachidi che date tra i 4 e gli 11 mesi provocherebbero meno reazioni allergiche. Meno evidenti le associazioni per quel che riguarda il pesce. Introdurlo tra i 6 e i 12 mesi può ridurre le riniti allergiche, ma le prove sono piuttosto deboli. Prove certe sono invece emerse per quel che riguarda il glutine: i tempi di introduzione di questa proteina contenuta nei cereali non sembrano associati con il rischio di sviluppare il morbo celiaco.

Gli autori avvertono che i loro risultati non devono automaticamente tradursi in nuove raccomandazioni per la somministrazione di uova e arachidi ai bambini. Molte considerazioni sopratutto per quel che riguarda la sicurezza vanno ancora fatte prima di poter dire che è senz'altro consigliabile anticipare l'introduzione di questi alimenti. Come sempre in questi casi, la scoperta è interessante ma occorreranno altri studi per verificarla.

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