Così i videogiochi aiutano a crescere

Un nuovo studio evidenzia i potenziali benefici per memoria, apprendimento, creatività e socialità di bambini e ragazzi

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Marta Buonadonna

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Forse non manca molto al giorno in cui invece di passare il tempo a convincere i nostri figli di mettere di giocare con l'Xbox o la Nintendo, ci ritroveremo a incoraggiarli a farsi una partitina o due: "Dai caro su, fai ancora almeno una mezz'oretta di spara-spara e poi puoi fare i compiti". Ve lo immaginate? Io sì, se è per una buona causa. La rivista American Psychologist pubblica l'ultimo di una serie di studi che in tempi recenti hanno sostenuto i benefici anche dei videogame violenti focalizzando l'attenzione in particolare sul loro potenziale impatto positivo sull'apprendimento, la memoria e la socialità dei ragazzi che ci giocano.

La ricerca si interessa da anni degli affetti negativi che i videogame violenti hanno sugli adolescenti: depressione, dipendenza, aggressività sono tutti tratti che sono stati riscontrati nei giocatori e che gli autori di questa ricerca, guidati da Isabela Granic dell'Università Radboud di Nijmegen, nei Paesi Bassi, non lo negano. Sostengono però che "per comprendere l'impatto dei videogame sullo sviluppo di bambini e adolescenti è necessaria una prospettiva più equilibrata".

Il loro lavoro ha quindi lo scopo di sfatare alcuni falsi miti, come quello che dipinge il gioco con i videogame come un'attività intellettualmente pigra: in realtà molti giochi rafforzano una serie di capacità cognitive come la navigazione spaziale, il ragionamento, la memoria. Questo si dimostra particolarmente vero per gli spara-spara, che a quanto ha appurato una meta-analisi svolta nel 2013 migliorano le capacità di pensare agli oggetti in tre dimensioni. Ricerche precedenti hanno stabilito che le abilità spaziali sono curciali nei campi della scienza, della tecnologia, della matematica. E non è tutto, i videogiochi potrebbero anche aiutare i bambini a sviluppare le proprie capacità di problem-solving. Lo dimostrano i risultati di studi sugli adolescenti che, sopo essersi impegnati in giochi di ruolo, ottenevano voti più alti a scuola.

L'effetto di giochini da smartphone come Angry Birds sarebbe invece quello di migliorare l'umore dei giocatori, perché li aiuta a rilassarsi e a tenere lontana l'ansia. "Se giocare ai videogiochi ci rende più felici" conclude Granic, "questo è un beneficio emotivo fondamentale da tenere in considerazione". Senza contare che giocando si impara anche a perdere e ad affrontare la frustrazione aumentando la capacità di recupero di fronte al fallimento.

Inoltre i videogiochi sono un'attività molto più sociale di quanto non si creda: milioni di persone partecipano a Massive Multiplayer Online Games che diventano comunità sociali virtuali in seno alle quali si impara a prendere decisioni per esempio su quali siano i giocatori di cui ci si può fidare e su chi può essere scelto come leader. E anche giochi apparentemente violenti, se incoraggiano la cooperazionie, possono rendere chi vi partecipa davvero più collaborativo nei confronti degli altri giocatori, una dote che potrà tornare utile in molte occasioni, non ultimo nel mondo del lavoro.

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