Scienza

Un fascio di particelle contro l'epilessia

Una tecnica innovativa (e non invasiva) messa a punto dal Centro diagnostico italiano per bloccare la crisi epilettiche.

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Il 30-40 per cento di chi soffre di epilessia non risponde ai farmaci, ed è una percentuale alta. Per loro, curarsi diventa difficile. Ora c’è una possibilità in più grazie a un nuovo metodo messo a punto al Centro diagnostico italiano di Milano: un fascio di radiazioni spesse poco più di mezzo millimetro (circa 600 micron) taglia, come fosse un bisturi virtuale, le fibre nervose che, nel cervello, trasmettono le scariche elettriche; e in tal modo si riesce a bloccare sul nascere la crisi epilettica. La terapia, basata  sull’uso di acceleratori di particelle, non è invasiva (contrariamente alla chirurgia che spesso si usa in questi casi) ed è quindi privo di rischi per il paziente.

«Questo trattamento interviene sulla trasmissione degli impulsi nervosi e può essere utilizzato anche su molti altri disordini neuropsichiatrici» spiega Pantaleo Romanelli, direttore scientifico del Cyberknife centre del Centro diagnostico italiano e autore di studi su questa tecnica. «Va sottolineato, comunque, che si tratta di una sperimentazione di laboratorio, non ancora di una cura disponibile nella pratica clinica».

Qualche cifra:
Nel mondo, a soffrire di epilessia è l’0,5% della popolazione.
In Italia colpisce circa 500 mila  persone (30 mila nuovi casi l’anno), con incidenza più elevata in bambini e anziani.
Le cause più frequenti: malformazioni cerebrali, sclerosi dell’ippocampo, i tumori cerebrali, le encefaliti infettive e autoimmuni, malformazioni vascolari e lesioni esito di traumi, ictus o malattie cerebrali infiammatorie.

(redazione)

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