Animali

La storia dei tardigradi, animali super resistenti (e buffi) ma a rischio - Foto

Anche gli "highlander" capaci di sopravvivere ai ghiacci dell'Antartide e alle condizioni più estreme potrebbero risentire del riscaldamento globale

Un tardigrado

Redazione

-

Sono lunghi circa un millimetro e possono vivere nei più profondi fondali oceanici, nel gelo dell'Antartide, nelle sorgenti di acqua calda, oltre i seimila metri dell'Himalaya. Sono i tardigradi, esserini dall'aspetto davvero buffo e curioso, tanto bruttini quanto resistenti e capaci di sopravvivere alle condizioni più estreme. Eppure, secondo uno studio italiano pubblicato sul Journal of experimental Biology, anche loro, gli "highlander" della fauna terrestre, di fronte ai cambiamenti climatici potrebbero rischiare l'estinzione. 

Ecco cosa sono i tardigradi e cosa dice la ricerca. 

 

Le caratteristiche dei tardigradi

I tardigradi sono degli animali invertebrati. Al mondo ne esiste oltre un migliaio di specie. Hanno 8 zampe, ciascuna coronata da piccole unghie o dita. Hanno una sembianza piuttosto spugnosa e rugosa e un muso strambo che richiama quello di un suino: per questo sono chiamati anche "orsi d'acqua" o "maiali del muschio", visto che frequentemente vivono su queste piante.

Sono diffusi in tutto il pianeta. Vivino ovunque, nell'orto di casa come nei ghiacci dell'Antartide. Ne esistono specie terrestri, marine e anche di acqua dolce. Seppure il loro ciclo vitale attivo sia piuttosto breve (vivono tre o quattro mesi quando non sono in "letargo"), possono resistere a condizoni estreme come assenza d'acqua o di ossigeno, temperature altissime o gelide, alti livelli di radiazioni e raggi ultravioletti. Per sopravvivere a queste difficoltà scattano in loro vari meccanismi difensivi. Ecco quindi che possono congelarsi insieme all'ambiete in cui vivono, oppure si disidratano quando manca l'acqua. In questa sorte di letargo possono resistere anche per decine di anni.

Perché sono a rischio con i cambiamenti climatici

Uno studio italiano pubblicato sul Journal of experimental Biology e sviluppato nel laboratorio di "Evolutionary zoology" dell'Università di Modena e Reggio Emilia lancia però l'allarme. La ricerca, firmata da Ilaria Giovannini, Tiziana Altiero, Roberto Guidetti e Lorena Rebecchi, valuta come i cambiamenti climatici in corso influenzeranno le specie antartiche e se gli organismi antartici saranno in grado di adattarsi alle nuove condizioni ambientali. Sotto esame i tardigradi, i principali componenti terrestri della meiofauna antartica.

I tardigradi tollerano gli innalzamenti delle radiazioni UV. È stato però verificato in laboratorio che patiscono la combinazione dell'aumento di temperatura e di radiazioni UV, situazione che potrebbe verificarsi in seguito ai cambiamenti climatici e al buco dell'ozono. Se sottoposti all'azione simultanea del bombardamento ultravioletto e dell'aumento di calore, la loro esemplare resistenza viene compromessa. Inoltre le radiazioni UV hanno un impatto negativo anche sulle generazioni successive con malformazioni e difficoltà di riproduzione. 

Gli effetti del riscaldamento globale, quindi, metterebbe a dura prova anche gli "ultimi immortali" dell'Antartide. 


Per saperne di più:

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Summit sul clima a Parigi: ecco come si vuole salvare il mondo

Con Trump fuori dagli accordi, la comunità internazionale continua la sua lotta contro i cambiamenti climatici

Il mondo spaccato sul clima: attivisti contro negazionisti

Gli Usa sono l'unico paese fuori dall'accordo di Parigi. Ma in altri paesi lo scetticismo non manca. Europa e Cina guardano a un futuro a emissioni zero

Emmanuel Macron, il nuovo paladino del clima

Ha distribuito borse di studio a scienziati americani per fare ricerca in Francia e si candida a leader mondiale nella lotta al global warming

Commenti