Animali

Pinguini decimati a causa del clima che cambia

Entro fine secolo, per colpa sopratutto del riscaldamento del mare, molte colonie potrebbero scomparire dall'Antartide

pinguino

Marta Buonadonna

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Entro la fine del secolo il 60% delle colonie di pinguini di Adelia, la specie più diffusa in Antartide, potrebbero subire un forte declino per colpa del cambiamento climatico. Lo affermano gli autori di uno studio appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports e condotto da Megan Cimino dell'Università del Delaware. Sappiamo che in passato il riscaldamento ha giovato a questa specie, che predilige le zone di riproduzione rocciose, quindi con meno ghiaccio. Evidentemente però, fanno notare gli autori, ora si è toccato un punto di non ritorno: il riscaldamento si è fatto eccessivo e questo nuoce ai pinguini.

Più caldo, meno pinguini
La specie sta vivendo un calo della popolazione lungo la penisola antartica occidentale (WAP), che è uno dei luoghi a più rapido riscaldamento della Terra, mentre le popolazioni di Adelia in altre aree del continente, dove il clima è stabile o addirittura in raffreddamento, rimangono stabili o crescono. Basandosi su uno studio precedente a cura di uno degli autori di quello attuale, che aveva monitorato i pinguini e il loro habitat, i ricercatori hanno usato i dati satellitari e le proiezioni dei modelli climatici per capire le tendenze demografiche attuali e future su scala continentale.

Combinando i dati che riguardano le dimensioni della popolazione e come queste si sono modificate nel corso del tempo (in alcuni siti specifici le colonie hanno subito un declino di almeno l'80% dal 1970 ai giorni nostri), con informazioni satellitari e proiezioni climatiche future sulla temperatura della superficie del mare e sul ghiaccio marino, è stato possibile avere un'idea chiara di come il cambiamento delle condizioni climatiche ha influito e influirà sul declino delle colonie di pinguini.

La febbre parte dal mare
La chiave di tutto è il riscaldamento della superficie del mare, che nuoce a questi pinguini. Alcune zone della penisola antartica occidentale stanno già sperimentando una diminuzione della popolazione e siccome le proiezioni dicono che il riscaldamento del mare continuerà, è prevedibile che saranno sempre meno gli habitat ideonei all'allevamento dei pulcini. Il declino potrebbe essere almeno in parte controbilanciato dalla presenza in Antartide di zone che conservano un clima relativamente inalterato. Resta da capire quali sono le caratteritiche che rendono sicuri questi rifugi per comprendere quale sia il futuro cui va incontro questa specie.

Tagli insufficienti alle emissioni
Intanto il giornale scientifico Nature pubblica uno studio dal quale emerge che, rifatti i conti per l'ennesima volta, i piani nazionali per affrontare il cambiamento climatico dopo il 2020, presentati alla vigilia dell'accordo di dicembre a Parigi, comporterebbero, se applicati alla lettera, un aumento delle temperature che supererebbe di gran lunga quello sabilito dal trattato sul clima. Secondo Niklas Höhne e colleghi, con le promesse fatte si va incontro a un aumento compreso tra 2,6 e 3,1 °C entro la fine di questo secolo. Sempre meglio che se le nazioni non avessero preso nessun impegno, sia chiaro, ma ancora pericolosamente sopra l'obiettivo dei 2 °C.
I pinguini di Adelia faranno bene a rifugiarsi nelle zone dell'Antartide che risultano protette dal riscaldamento se vogliono evitare l'estinzione.


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