Animali

Un cane in casa? Aiuta a combattere asma e allergie

Secondo una ricerca americana, la protezione è merito di un microbo veicolato dall’amico a quattro zampe

– Credits: iStockphoto

Chi ha un cane in casa potrebbe elencare una sfilza di motivi a sostegno della sua scelta. Oggi sembra che possa aggiungerne un altro alla lista: un cane, e meglio se un po’ sporco e abituato a stare anche all’aperto, protegge i bambini dal rischio di allergie respiratorie. È la conclusione di uno studio appena pubblicato sulla rivista Pnas.

Da tempo si sospetta che all’origine dei problemi di allergie e asma nei bambini, che sembrano in aumento in tutti i paesi industrializzati, ci sia un’esagerata «pulizia». La teoria è che un eccesso di igiene disabitui il sistema immunitario a combattere i veri nemici, e per così dire lo confonda, mettendolo in allarme non solo contro virus e batteri, ma contro sostanze normalmente innocue.

Più o meno un decennio fa, alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato che nelle case in cui era presente un animale, soprattutto cani ma anche gatti, i bambini sembravano soffrire meno di asma e problemi allergici in generale. Più di recente, la microbiologa Susan Lynch dell’Università della California a San Francisco ha fatto un’osservazione interessante: i cani che vivono anche all’aperto portano in casa microbi che si ritrovano anche nell’intestino umano.

 

Numerose ricerche indicano che la risposta immunitaria dell’organismo è mediata anche dai batteri dell’intestino. Per questo, i ricercatori hanno ideato un esperimento per cercare di capire se e come i microbi portati dai cani siano coinvolti in questo meccanismo. Hanno innanzitutto raccolto polvere da una casa in cui non vivevano animali e da una abitata da un cane abituato a stare parte in giardino e parte all’interno. Poi hanno mischiato ciascuna delle due polveri ad acqua e hanno dato il mix da mangiare ad alcuni topi. Successivamente, hanno cercato di scatenare negli animali una reazione immunitaria, somministrando loro sostanze allergeniche, come le proteine dell’uovo. E qui il risultato sorprendente: gli animali che avevano ingurgitato la polvere della casa con cane non hanno praticamente avuto reazione; gli altri hanno avuto una reazione simile al raffreddore allergico degli umani.

I ricercatori hanno anche esaminato la composizione della flora batterica intestinale dei topi prima e dopo l’esposizione alla polvere. In quelli trattati con la polvere di casa con cane era presente ilLactobacillus johnsoniiin quantità insolitamente elevate. Quel microbo, somministrato ad altri topi, ha avuto l’effetto di indebolire o annullare le reazioni allergiche, come nei topi esposti alla polvere di cane. Secondo i ricercatori, proprio questo microbo potrebbe essere il responsabile della protezione contro le allergie: può darsi che passi direttamente dal cane all’intestino degli abitanti della casa, o che siano altri microbi veicolati dal cane a favorire lo sviluppo di una comunità batterica antiallergica.

 

Servono naturalmente altre prove che davvero il meccanismo canino "antiasma" sia quello ipotizzato dai ricercatori americani. Se così fosse, però, a parte prendere in casa un cane (ammesso che sia lecito farlo per un motivo del genere) si aprirebbero strade interessanti per combattere le allergie: per esempio supplementi alimentari contenenti il bacillo adatto allo scopo.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti