Animali

Anche gli animali hanno una morale?

Dai cani che salvano i loro "amici" agli elefanti che si prendono cura di chi si è ferito, anche gli animali sono capaci di comportamenti morali. Lo ribadisce il filosofo e scrittore Mark Rowlands, nel suo nuovo libro appena uscito negli Stati Uniti

cane

– Credits: Barcroft Media/Animal Press

Anche gli animali hanno una morale? La risposta sembra senza dubbio essere "sì". Almeno ne è convinto Mark Rowlands , professore di filosofia all'Università di Miami, già autore de Il lupo e il filosofo e ora di nuovo in libreria con il suo nuovo Can Animals Be Moral? Dagli occhi degli elefanti, apparentemente in lutto per la morte di un membro della loro famiglia, a un esperimento che mostra che le scimmie, pur affamate non prenderebbero cibo se facendo questo si rendessero conto di dare una scossa elettrica ad un'altra scimmia, lo scrittore e convinto animalista dimostra come ci sia una prova evidente che anche gli animali possano avere una loro moralità.

Una tesi che però in passato ha incontrato ferme critiche da parte di altri filosofi ed esperti in materia. Proprio per convincere i più scettici, Rowlands ha deciso di prendere di nuovo carta e penna, per dimostrare il contrario. Per farlo, lo scrittore ha scomodato persino Aristotele, Kant e Hume, ovvero i luminari della storia della filosofia.
I detrattori della teoria formulata da Rowlands partono dal presupposto che gli esseri umani hanno capacità che gli animali non possiedono. Il filosofo e professore, pur condividendo il fatto che l'uomo ha una coscienza morale che gli animali non potranno mai raggiungere, spiega che non è necessario che un individuo abbia l'abilità di riflettere sulle sue motivazioni per avere un "comportamento morale". In sostanza, gli animali - secondo Rowlands - possono fare tutto ciò che facciamo noi, ma agendo in base a qualche ragione morale, primordiale, che li spinge a comportarsi in un determinato modo nei confronti dei loro simili, come istintivamente.

Nel suo libro Can Animals Be Moral? (OUP) l'autore parte da un racconto in prima persona: narra di quando diventò padre, all'età di 44 anni, pensando che il figlio avrebbe condiviso la casa con due anziani cani, Nina e Tess, entrambi potenzialmente pericolosi per il bambino, perchè con istinto predatorio e frutto di incroci tra cani lupo e pastori tedeschi. Eppure, durante tutto il primo anno di vita del piccolo, i due cani riuscirono a stupire Rowlands per la pazienza e la gentilezza che riuscirono a mostrare nei confronti del bambino. Lo seguivano da una stanza all'altra e quando un estraneo entrava in casa, e si mettevano a dormire accanto a lui, quando il piccolo riposava. Non solo. I due cani sopportarono "con calma quasi Zen" comportamenti del bambino, che avrebbero potuto scatenare una reazione violenta, come quando il bimbo metteva loro le dita negli occhi. "Da alcuni punti di vista - scrive Rowlands - loro furono genitori migliori di me: se mio figlio si svegliava di notte, mi ritrovavo due musi davanti alla faccia che era come se mi dicessero: alzati, padre negligente! Tuo figlio ha bisogno di te".

Proprio la gentilezza e la pazienza, secondo il filosofo, hanno una chiara dimensione morale. Insomma, il comportamento dei cani Nina e Tess aveva a che fare con azioni di natura morale. Partendo da questa considerazione, in una notte insonne di nebbia, Rowlands dice di aver composto il puzzle dentro di sè: anche gli animali sono capaci di comportamenti morali. Definirli "antropomorfi", per l'autore, è comunque sbagliato, perchè presuppone di dare agli animali una connotazione umana che invece loro possiedono in modo naturale. Del resto, il filosofo, già autore di saggi come Animal Rights (1998), The Body in Mind (1999), The Nature of Consciousness (2001) e Animals Like Us (2002), cita anche i maestri della moderna biologia: secondo Rowles, la stessa teoria di Charles Darwin in The Descent of Man e le tesi del biologo Marc Bekoff in Wild Justice proverebbero che gli animali "possiedono un'anima". Insomma, a ben leggere e rileggere i testi di filosofia o biologia antichi e moderni, si potrebbero trovare già le prove che anche gli animali non hanno nulla da invidiare al genere umano.

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