Alta infedeltà: ecco la curiosa scienza del tradimento

Un video spiega le “ragioni scientifiche” che inducono all’adulterio. E come accorgersi se il partner è nelle categorie “a rischio”.

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– Credits: thinstock

Angelo Piemontese

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Parliamo di corna. Si mettono (e si subiscono) da che mondo è mondo. Ma, dall’età della pietra ai giorni nostri, quando nella coppia entra il terzo (o la terza) incomodo (o più di uno), succede spesso che il partner tradito cominci a subissarsi di domande e a volte anche a colpevolizzarsi: e se fosse anche a causa mia? Dove ho sbagliato? Perché è successo proprio a me?

Una consolazione arriva dalla scienza: a quanto pare (avevate dubbi?) esistono categorie di persone naturalmente portate al tradimento. Ma come cogliere gli indizi a prima vista, come capire cioè se quello che potrebbe diventare il futuro partner è in realtà un fedifrago seriale?

La collega dell’Huffington Post Jacqueline Howard l’ha chiesto alla sessuologa Robin Milhausen (University of Guelph in Canada) e al neuroscienziato Giovanni Frazzetto. Che in questo video spiegano i sei fattori, scientificamente testati, da prendere in considerazione per predire il grado di infedeltà di una persona.

 

 
 

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Il tono di voce

Basso e profondo. È quello che più attrae le donne. Sinonimo di mascolinità, è però allo stesso tempo un indicatore di alta infedeltà. Perché è dovuto ad alti livelli di testosterone, che, come testimoniato da centinaia di ricerche, rende noi maschietti piuttosto irrequieti. Quindi, come spiega la sessuologa, gli uomini con questo tono di voce sono particolarmente adatti per relazioni del tipo “una botta e via” piuttosto che per quelle a lungo termine.

La donna manager

D’accordo, può sembrare uno stereotipo, ma un recente studio ha evidenziato che nelle coppie dove la donna ha uno stipendio superiore al compagno, quest’ultimo tende a tradire frequentemente. E più l’uomo dipende finanziariamente dalla partner, più alto è il suo grado di infedeltà. Per le donne invece avviene l’esatto opposto.

Se ci sono problemini là in basso.

Disfunzioni erettili e problematiche connesse possono paradossalmente favorire l’adulterio. Perché gli uomini che ne soffrono cercano spesso situazioni eccitanti e trasgressive (come andare con un’altra partner)  proprio per “risollevarsi il morale”, in tutti i sensi. E poi una nuova fiamma non sa (ancora) del problemino…

Casa e chiesa.

Chi è poco religioso o non lo è per niente o comunque non ha una profonda spiritualità è ovviamente nella categoria a rischio. Lapalissiano: chi è fedele ai precetti religiosi, che in quasi ogni credo condannano gli amplessi extraconiugali, lo sarà anche verso il partner.

Quando lei è lunatica.

Nevrosi, malumore, ansia, stati d’animo negativi: sono indice di un tipo di personalità propensa a farfalleggiare in più camere da letto. Lo dicono gli scienziati. E vale anche per gli uomini.

Figli di genitori separati.

Non vorrebbero ripetere l’esperienza che hanno vissuto da piccoli. Ma le statistiche dicono che invece sono quelli che concludono il matrimonio allo stesso modo dei genitori. Ci si chiede: ma quindi esiste un gene dell’infedeltà? Non proprio, ma uno studio ha dimostrato che una particolare variante a un gene recettore della dopamina (il neurotrasmettitore dell’euforia) è legata all’infedeltà. I soggetti con questa variazione genetica sono dunque traditori ereditari.

Dobbiamo quindi sottoporre il partner a un test del Dna prima di sposarlo? Si chiede Jacqueline Howard.  Il neuroscienziato Frazzetto rassicura: tanto non esiste alcun modo per effettuare uno screening genetico in grado di rilevare la potenziale tendenza all’infedeltà. D’altronde, prosegue l’accademico, la scienza non ha ancora capito se l’uomo, dopo duecentomila anni di evoluzione e più, sia un animale monogamo o no.

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