maurizio sarri juventus napoli confronto
Ansa/Alessandro Di Marco
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Sarri contro Sarri: vince (ancora) quello di Napoli

Il tecnico torna al San Paolo con la Juventus. Numeri migliori oggi, però (per ora) il meglio lo ha dato nelle stagioni napoletane

Maurizio Sarri torna al San Paolo da avversario. Nemico. Guida della Juventus che per il pubblico napoletano ha rappresentato negli ultimi anni il Male assoluto, ma che oggi sta lì, lontana 27 punti e una stagione da chiudere in fretta per cominciare a pensare al futuro.

Soprattutto per questo il ritorno di Sarri in bianconero muove meno passioni di quanto fosse preventivato. Napoli-Juventus oggi vale soprattutto per i bianconeri e per chi li insegue in classifica, meno per il peggiore Napoli dell'era moderna. Eppure è un momento che il tecnico ha cominciato a preparare a giugno, nel giorno del suo insediamento alla Continassa e delle parole con cui tentò di spiegare il 'tradimento'.

20 maggio 2018, l'addio di Sarri al San Paolo

Ansa

Maurizio Sarri saluta il pubblico del Napoli

Che la scorsa primavera ci sia stato un tentativo di riavvicinamento con Napoli e il Napoli (retroscena raccontato da Alfredo Pedullà sul Corriere dello Sport con la proposta di tornare al San Paolo a partire dalla prossima estate) appare un dettaglio. Storia chiusa. Aperto, invece, il dibattito su quale sia o sia stato il Sarri migliore, se quello di Napoli o quello della Juventus.

Già, quale? I punti dicono quello bianconero, ma pesa anche la qualità superiore della squadra che gli è stata data in mano. Media più alta (2,6 a partita di campionato contro 2,3), maggior percentuale di vittorie (80%) e di conseguenza di chance scudetto. Eppure, per quanto quel termine lo abbia ripudiato, gli indicatori del 'sarrismo' sono ancora tutti a favore del Sarri napoletano.

Possesso palla, gol segnati, tiri in porta, fase offensiva e persino quella difensiva: tutto racconta di un Sarri juventino ancora sotto performance rispetto a quello partenopeo. Con il grande merito di non essere morto per la sua idea di calcio, di aver trovato un equilibrio con Ronaldo, recuperato Higuain, essersi trasformato in pragmatico e in proiezione vincente. Ma con il limite di non aver ancora trasmesso un'emozione, lasciato il segno, fatto qualcosa di indimenticabile.

Arriverà, forse. Oggi non si è ancora visto. Oggi il miglior Maurizio Sarri è ancora quello di Napoli, della tuta e delle parolacce, della presa del palazzo e dell'utopia di provare a fare la rivoluzione divertendo e divertendosi.

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