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Chi ha paura della paura? Non certo dei piccoli attori

Della sterminata saggezza dei bambini sulle tavole di un teatro

Ci sono cose che impariamo da bambini e che poi, crescendo, a volte dimenichiamo, altre invece radichiamo nell'anima e non vanno più via.

È normale avere paura del buio, di un'interrogazione, di un evento che potrebbe assumere un colore o il suo opposto. Nel diventare adulti, in un modo o nell'altro, impariamo a gestire questi eventi, ma non sempre nel migliore dei modi.

Come sapete, da qualche anno, i miei figli frequentano le assi del palcoscenico e per tutto lo scorso anno Giovanni, il minore dei due, è stato impegnato nella preparazione di una commedia musicale (in scena a Milano, al teatro Wagner, tutti i sabati e le domeniche di novembre fino al 24 con intero ricavato a favore dell'associazione I sempre Vivi onlus che assiste persone affette da disabilità psichica).

La commedia, scritta da Mitzi Amoroso e musicata da Paolo Peroni, si intitola: Ma chi ha paura della paura? Per scelta quasi mai leggo il copione (se non le parti che riguardano miei figli per i quali, in Estate, mi trasformo in spalla di allenamento per mandare a memoria le battute) e quindi, fino a pochi giorni fa, nulla o quasi sapevo di questo testo e, semplicemente, trovavo il titolo curioso.

Poi, un giorno di novembre, il debutto è arrivato.

Quel giorno Giovanni era incontenibile; se fino a poco prima aveva manifestato un certo distacco da attore consumato, scattata l'ora X l'agitazione ha cominciato a prendere il sopravvento e, sebbene la convocazione fosse fissata per le 15, noi poco dopo le 14 eravamo già tutti davanti al cancello, chiuso, del teatro.

Pochi minuti dopo Giovanni è sparito dietro le quinte e noi ci siamo allontanati in attesa di tornare all'aprirsi del sipario.

Considerate un fattore importante; nonostante l'impegno e la serietà con cui si preparano allo spettacolo sembrerebbe dimostrare l'opposto, l'intera compagnia che porta in scena Ma chi ha paura della paura? è composta da bambini di età compresa fra i 7 ed i 13 anni.

Mentre noi bevevamo un caffè tutti tranquilli, dietro le quinte si susseguivano uno dietro l'altro tutti gli imprevisti che ti auguri non accadano mai. D'improvviso i microfoni non vanno, il CD con le basi delle musiche si rompe (il che, vi assicuro, può essere fastidioso se devi portare in scena una commedia musicale e hai il teatro pieno di pubblico pagante), alcune gelatine si staccano dai riflettori del palco, un pezzo della scenografia cede e via così.

I grandi sono agitati; loro, i piccoli attori, di botto si calmano. Il sipario si apre e quando sul più bello la base musicale sceglie di non funzionare più in via definitiva sapete cosa fanno loro? Semplicemente alzano la voce, cantano a pieni polmoni, dal vivo. Trascinano il pubblico e salvano la situazione.

Le parole di una delle canzoni di Ma chi ha paura della paura? dicono più o meno così: Stringi in pugno la tua vita e troverai in te la forza. È quello che ci hanno insegnato 14 bambini, un pomeriggio di novembre, in un teatro di Milano.

Non hanno avuto paura, hanno sorriso e cantato a squarciagola. 

Vi aspettiamo per applaudirli, non abbiate paura


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