Chiara Raiola

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Strategia e lungimiranza per riappropriarsi del territorio. Trapani guarda al futuro puntando sul turismo e sull’ecosostenibilità. Con un obiettivo: ottenere il via libera alla realizzazione di una zona franca per attirare nuovi investimenti.

Questa idea è stata al centro del dibattito l’Italia riparte da Trapani, organizzato da Panorama d’Italia nella sede dell'Università telematica Pegaso.

Il quadro economico della provincia “è positivo - è stato l'esordio di Giuseppe Pace, presidente della Camera di Commercio - le imprese sono aumentate costantemente nel tempo in controtendenza con il paese”. Tutto parte, secondo PAce dall'America’s cup, la competizione internazionale che si è svolta nello specchio di mare siciliano davanti a Trapani, nel 2005: “la città ne ha tratto grande beneficio dal punto di vista infrastrutturale e della visibilità internazionale”.

 

La prima isola ecosostenibile

Da qui bisogna ripartire, dicono tutti i relatori. Tommaso Dragotto, fondatore e ceo di Sicily by Car, punta il dito contro la mancanza di strategia politica e manageriale: “la colpa è dei siciliani che per primi devono attivarsi per migliorare quest’isola. Non dobbiamo votare i candidati perché sono nostri cugini o perché ci promettono assunzioni. Il nostro voto deve andare a gente capace, a persone di cultura”.

Dragotto, che guida un’azienda con 52 uffici in tutta Italia, 500 dipendenti e 22 mila macchine, punta in alto: la Sicilia diventerà la prima isola ecosostenibile. “Abbiamo lanciato un progetto che porterà in Sicilia le auto elettriche per consentire ai turisti di visitare l’isola in maniera ecosostenibile. Stiamo realizzando punti di rifornimento a Taormina, a Catania, a Messina, a Siracusa, a Noto, a Modica a Sciacca e nelle isole”. Non solo. “Siamo riusciti a fare diventare la Sicilia regione d’onore negli Stati Uniti nel 2017. La nostra regione è meravigliosa e va valorizzata”.

La centralità del Mediterraneo

Per il senatore Antonio D’Alì va recuperata la centralità mediterranea della Sicilia e “dobbiamo puntare sulla nostra lunga tradizione marinara”. Ma servono anche le infrastrutture: dalla rete ferroviaria all’aeroporto. L'aeroporto di Trapani Birgi è passato da 300 mila passeggeri del 2006 ai 2 milioni di oggi. Qualcosa è stato fatto, ma non basta. “Io considero la Sicilia una grande città metropolitana con un patrimonio culturale immenso, potremmo diventare capitale del mediterraneo. Dobbiamo interpretare questa missione. L’America’s cup era e rimane un modello, dobbiamo ripartire da qui”.

L’innovazione tecnologica

Senza dimenticare l’importanza fondamentale dell’innovazione tecnologica. Dati, tecnologia digitale globale e analitica per pianificare la produttività anche nei settore più tradizionali è la ricetta indicata da Maria Cristina Farioli, director of industrie & business development Ibm Italia: “interpretare i dati significa utilizzare al meglio le proprie risorse e aumentare la produttività”, permettendo alle imprese di connettersi e fare rete. Anche in Sicilia.

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