Chiara Raiola

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Trapani è leggenda. Alla città siciliana è legata una mitologia fittissima che inizia con la sua nascita: si dice che Cerere, dea del grano, perse una falce mentre percorreva la Sicilia su un carro alato alla ricerca della figlia Proserpina, rapita da Plutone. E il tour, che inaugura l’ultima tappa 2016 di Panorama d’Italia, parte proprio da qui, dalle origini, per poi proseguire nel medioevo e nel barocco fino ai giorni nostri.

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A raccontare la “città segreta” è l’architetto Luigi Biondo, direttore del Polo regionale per i siti culturali della provincia di Trapani. A seguirlo un manipolo di trapanesi curiosi e attenti.

Il Crocifisso miracoloso

La Chiesa di San Domenico con la Cappella del Crocifisso e la cappella dei Crociati è la prima sosta che regala mistero e tanta bellezza. “Si tratta di uno degli edifici sacri più antichi della città”, racconta l’architetto che indica un misterioso Crocifisso del ‘300 in legno conosciuto per i suoi miracoli: “Durante il restauro della cappella che lo ospita sono state scoperte delle tele mobili barocche che scorrono davanti al Cristo mediante cordicelle nascoste”. Ma non basta. La Chiesa ha nascosto per secoli una piccola cappella con affreschi medioevali accessibile da un varco scoperto dietro ad uno dei banchi del coro: il passaggio segreto porta a un luogo magico dove i crociati erano soliti riunirsi in preghiera prima della partenza per una battaglia.

Pochi passi a piedi e si raggiunge il quartiere della Giudecca con via Calvano (“una strada straordinaria, solo qui c’è sempre assenza di vento”) e palazzo Ciambra con la sua torre con bugne a diamante.

L’organo dalle 5 mila canne

Una sosta alla chiesa di San Pietro dove è stato restaurato nel 2003 un organo settecentesco, il secondo più grande d’Europa con 5 mila canne e tutte le tonalità riproducibili, le più adatte alla lirica “e pensare che è stato costruito da Francesco La Grossa che non sapeva né leggere né suonare”.

I templari

E poi via verso la Chiesa di Sant’Agostino che venne fondata dai cavalieri Templari e conserva un rosone carico di simboli legati alle tre religioni monoteistiche. Infine, un salto nel barocco nella Chiesa dell’Immacolata del Collegio dei Gesuiti e sulle Mura di Tramontana, una terrazza sul mare, lì dove Enea sbarcò per fondare l’Italia.



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