Luciano Lombardi

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Si sapeva già qualcosa, e il resto, quasi tutto, lo ha tirato fuori Piera Detassis sul palco di Panorama d'Italia: "A febbraio, Valentina Lodovini sarà in tv in uno degli episodi (Un covo di vipere) de 'Il Commissario Montalbano'"

"Sarà un personaggio estremo", è l'unico dettaglio che si lascia sfuggire. Estremo come, per certi versi, è lei.

Perché sì, dietro le domande della direttrice di Ciak, è così che ci è parsa. Estrema come è la passione circolata in abbondanza nella chiacchierata tra le due signore.

L'attrice toscana, pluripremiata dalla critica, alla notorietà mainstream ci è arrivata con il ruolo di Maria, la postina di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord.

"Un ruolo, un personaggio, quello della tipica femmina mediterranea, che ti è rimasto attaccato addosso?" domanda la Detassis.

"No" risponde la Lodovini. "Anche se, dopo quei film, per un certo periodo mi hanno proposto soltanto parti da reginetta della commedia all'italiana. Che ho sempre rifiutato. E sono stati no importanti. Ma senza alcun rimpianto".

Tutti tranne uno: uno dei due ruoli femminili della serie di Romanzo Criminale. "Gli ho dato poca fiducia" ricorda lei... "Tornassi indietro, forse..."

Il cinema come passione, si diceva. Insieme al cibo e al calcio a livelli ossessivi. E non necessariamente in quest'ordine

La mia scuola di vita

Le prime due hanno finito per convergere nel titolo di quel film così amato "fin dall'età di 8 anni", dice, I Soliti Ignoti, e in uno dei suoi protagonisti, l'insaziabile (a tavola) Capannelle, soprannome affibbiatole da Valerio Mastandrea.

Restiamo sul cinema. I suoi miti: "Anna Magnani, Sofia Loren, Al Pacino, la protagonista de Le vite degli altri, Marge Simpson. Il cinema mi ha formato. Anche come donna, anche come persona", racconta l'attrice.

Nel futuro? "Sarò Raffaella Notariale nel prossimo film di Roberto Faenza su Emanuela Orlandi. Ho detto sì per la stessa ragione per cui ho accettato di lavorare con Travaglio. Perché la verità non deve stare in cielo".

Sul dov'è che deve stare, la Lodovini è categorica: "La conoscenza ci salverà, diceva Peppino Impastato. Perché è un'arma potentissima. Io sono per il pensiero critico. Va bene essere apartitici sì, ma apolitici no".

Forza Azzurri

E poi il calcio, una passione, pardon "un'ossessione" figlia di Pier Paolo Pasolini, grande tifoso a sua volta, e lui stesso ossessione per lei.

Bianconera sfegatata, in quanto fan della Juventus e della sua squadra di casa (il Sansepolcro, ndr), "in questi giorni ho un grande problema - svela - riuscire a essere in tempo davanti a una tv per Italia-Germania.

Europei, Europa, Brexit. "Me l'aspettavo - dice - e temo che possa diventare pericoloso. Vedremo cosa accadrà..."

Il gioco dei partner

I colleghi, per finire. "Chi ti ha appassionato di più?" domanda Detassis. "Elio Germano. Diego Abatantuono, invece, trovo che sia il più generoso tra quelli con cui ho lavorato.

I più belli? Alessandro Gassmann e Luca Argentero".

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