Ravenna

Una formula segreta per maioliche d'autore

Le Ceramiche Gatti sono prodotte ancora con una ricetta messa a punto dal fondatore, un secolo fa

Ceramiche-Gatti

Chiara Raiola

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È una bottega, come quelle di una volta. E nasconde mille tesori. Piatti, servizi da caffè come quello realizzato per il matrimonio di Edda Mussolini e Galeazzo Ciano, mattonelle, vasi, sculture firmate dai più grandi artisti, oggi come ieri.

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Ma è il movimento futurista con Balla, Benedetta, Dal Monte, Fabbri che ti accoglie per primo nel museo permanente nato a fianco del laboratorio dove, dopo quasi un secolo, si continua a produrre la Ceramica Gatti. Il capostipite, Riccardo Gatti, era un artista esuberante e determinato, un innovatore nella tecnica. Sua è la formula, tenuta segreta per generazioni, che dà ai manufatti un riflesso di inconfondibile bellezza.

"Ogni opera è unica" spiega Davide Servadei, pronipote e custode della ricetta: "l'iridescenza è ottenuta inserendo nella camera di cottura una composizione di sostanze naturali che con il calore produce l'ossidazione necessaria a creare quest'effetto particolare". Le pareti del laboratorio, polveroso come è giusto che sia, sono piene zeppe di oggetti in argilla e in cotto, pronti per essere vestiti con disegni e colori: "L'arte della maiolica è antica, risale al medioevo, nei secoli si sono raffinate le tecniche" e così le ceramiche hanno pennellate di platino, oro, madreperla e riflessi policromi. La diversificazione dell'attività è stata vincente: "Alla produzione di oggetti per la casa" sottolinea Servadei "continuiamo ad affiancare la collaborazione con artisti contemporanei come Ontani o Paladino nel segno della tradizione".

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