Ravenna

Ravenna guarda avanti per arrivare lontano

Il capoluogo romagnolo ha ripreso a crescere puntando su turismo, esportazioni, servizi. Tornando a correre per superare la crisi

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Marco Morello

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Quando il mare è in burrasca, le ancore giuste aiutano a rimanere a galla. Quelle di Ravenna si chiamano esportazioni, porto, turismo, servizi. Puntelli solidi, generatori di ricchezza, da cui ripartire dopo un’onda d’urto pesante: tra il 2008 e il 2015, il capoluogo romagnolo ha lasciato per strada un 5 per cento di valore aggiunto; ha un sistema produttivo (a marzo 2016) che conta 40.259 imprese, 2.142 in meno rispetto a sei anni fa.

Particolarmente colpiti sono stati settori come le costruzioni (-8,2 per cento di imprese), l’agricoltura (-21,6), i trasporti (-18,7); giù, tra il 2008 e il 2015, i fatturati nel manifatturiero, scesi del 17,6 per cento, con un picco del 30,1 per cento per le realtà artigiane: una voragine o quasi; si stima che, in generale, per tornare ai livelli pre-crisi, bisognerà aspettare almeno fino al 2018.

L’evidenza, in compenso, è che negli anni di buriana sono cresciute del 12 per cento le aziende specializzate in alloggio e ristorazione. Con 81 mila posti letto distribuiti in quasi 1.200 strutture, Ravenna è al tredicesimo posto nella graduatoria delle province italiane per presenze turistiche totali. Non male. Nel 2015 i visitatori registrati sono stati oltre 1,4 milioni, per 6,5 milioni di pernottamenti. Dati in linea con la stagione 2014.

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– Credits: iStock. by Getty Images

«D’altronde la città custodisce un complesso di monumenti religiosi d’epoca paleocristiana di straordinaria importanza storica e artistica e ospita eventi culturali di valenza internazionale» ricorda Natalino Gigante, presidente della Camera di Commercio di Ravenna. «Le località balneari» chiosa «esprimono appieno la tradizionale vocazione turistica dell’intera costa, arricchitasi in tempi più recenti con il distretto dei parchi tematici più grandi d’Europa». Mirabilandia e oltre.

«Il turismo» rileva ancora Gigante «si candida ad assumere un ruolo sempre più importante nell’economia locale, volano di una filiera in grado di generare ricchezza e occupazione. Per cogliere appieno tali opportunità, grande attenzione dovrà essere posto all’azione di marketing territoriale e alle politiche sulla mobilità».

Continuando sulla scia dei dati positivi, sono aumentate del 13,6 per cento le aziende che forniscono servizi alle imprese, del 9,2 per cento quelle dedicate alla persona. Non solo: «In questi anni difficili, il settore agroalimentare ha mostrato una capacità di tenuta più marcata, confermando la sua natura anticiclica» spiega il presidente. Che aggiunge: «Considerando le dinamiche delle esportazioni, sempre positive a eccezione della caduta del 2008 e della leggera flessione dell’ultimo anno in corrispondenza con il rallentamento del commercio mondiale, se ne ricava che la parte del sistema produttivo provinciale che meglio ha resistito alla crisi è costituita da quel 30 per cento di imprese che opera sui mercati internazionali, risultando meno esposta alla contrazione della domanda interna».

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– Credits: iStock. by Getty Images

«Il porto rappresenta un asset fondamentale nel sistema logistico regionale e nazionale e costituisce un volano importante per l’economia locale»

Insomma, descrivere Ravenna significa raccontare la storia di un’economia in ripresa, che guarda avanti e vuole arrivare lontano: secondo i dati Prometeia dello scorso aprile, a fine 2016 si dovrebbe registrare una crescita generale dell’1 per cento, che diventerà dell’1,2 per cento nel 2017. «Anche la disoccupazione giovanile, nostra spina nel fianco» riprende Gigante «sta dando segnali positivi di ridimensionamento e il nostro impegno è forte nell’affiancare chi ha terminato il proprio percorso formativo ed è in cerca di lavoro. In questi mesi stiamo lavorando sui progetti “Crescere in digitale” e “Crescere imprenditori”, in collaborazione con Unioncamere e il ministero del Lavoro».  

Altro elemento chiave in questo quadro è il porto, leader in Italia per gli scambi commerciali con i mercati del Mediterraneo orientale e del Mar Nero, oltre a presenze interessanti in Medio ed Estremo Oriente. A livello nazionale, occupa il quinto posto nella graduatoria della movimentazione di merci. E ha chiuso il 2015 in crescita, come già era avvenuto nei tre anni precedenti: più 1,1 per cento rispetto al 2014.   

«Il porto rappresenta un asset fondamentale nel sistema logistico regionale e nazionale e costituisce un volano importante per l’economia locale» conferma il presidente della Camera di Commercio. Che ricorda le linee principali per un suo sviluppo strategico, del quale si parla da tempo: «Rendere i fondali più profondi, un fattore di competitività indispensabile non solo per un auspicabile sviluppo, ma anche per la difesa e il consolidamento delle attuali posizioni». Inoltre, la realizzazione di un nuovo terminal container, l’acquisizione di aree circostanti per l'accelerazione delle attività logistiche, il potenziamento della capacità ricettiva dello scalo crociere e delle infrastrutture per i traghetti, «finalizzato» commenta Gigante «alla definitiva affermazione del porto come snodo primario delle “autostrade del mare” nell’Adriatico». E come ulteriore spinta per consentire a Ravenna di veleggiare verso la bonaccia.

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