Ravenna

La ricetta di un successo mondiale

Comecer installa negli ospedali di 100 Paesi le macchine per produrre farmaci nucleari. E ora punta sulle staminali

Comecer

Marco Morello

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"Abbiamo cervelli unici al mondo. Nessuno vanta la nostra genialità. Per questo possiamo definirci fieramente made in Italy". Alessia Zanelli, 40 anni, amministratore delegato di Comecer, ha tutti i titoli per elogiare il talento tricolore: guida una società che opera in oltre 100 Paesi, realizza il 90 per cento delle vendite fuori dai confini nazionali, ha beffato la crisi crescendo di circa il 20 per cento annuo anche nei periodi più neri.

È riuscita a farlo investendo su una parola spesso abusata e vaga: innovazione. Producendo apparecchi dal look futuristico che aiutano a scoprire e curare in tempo le malattie: "Ci muoviamo nel campo della medicina nucleare" spiega "un mercato per tanti aspetti ancora vergine".

Le macchine di Comecer, installate negli ospedali, creano in modo sicuro farmaci di ultima generazione che, per essere efficaci, vanno iniettati nel paziente entro poche ore dal momento della produzione. Adesso l'azienda si sta avvicinando al settore delle cellule staminali, elaborando dispositivi per manipolarle in maniera totalmente asettica: "Le competenze di meccanica, robotica ed elettronica molto presenti nella nostra area" sottolinea Zanelli "ci hanno avvantaggiato parecchio. A ciò aggiungiamo un pizzico di pazzia e confusione, due insostituibili elementi di forza. L'Italia è una garanzia di qualità e all'estero lo sanno benissimo".

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