Stefania Berbenni

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È raro che la platea rimanga silente e presa dalle parole per oltre un'ora. Incantata, ipnotizzata. I termini non sono casuali ma in armonia con il personaggio che ha aperto gli incontri di Panorama d'Italia a Ravenna: il mago Casanova. 

- IL PROGRAMMA DEI 4 GIORNI DI PANORAMA D'ITALIA A RAVENNA

"Non si scelgono certe passioni, le si incontrano sulla strada. Il punto è essere capaci di abbondanarsi a loro. È successo così per l'illusionismo, nessuno mi ha spinto, non ho mai pensato di fare questo "lavoro" da grande". Con questa risposta Antonio Casanova, volto noto della tv da anni, rompe il ghiaccio e risponde alla prima domanda. 
"Sono cresciuto con i nonni e soprattutto il nonno era un uomo pieno di interessi, colto, era anche un noto traduttore. Mi faceva osservare le cose, mi spiegava, stimolava la mia curiosità. È a lui che devo l'essere diventato un illusionista"


Non solo un esperto di "trucchi" ed esibizioni: Antonio Casanova è partito come musicista, è diplomato in pianoforte e oggi può ben dirsi anche scrittore. Ha scritto quattro libri per ragazzi, L'illusionista (Piemme) e da poco è uscito il suo giallo Ventuno, edito da Sperling&Kupfer. 

Ambientato a Las Vegas, con un non vedente come protagonista, il libro di Casanova è per molti aspetti sorprendente, sia perché descrive il mondo dei casinò di Las Vegas con tutto ciò che vi ruota intorno, sia perché l'illusionismo entra a gamba tesa, è in qualche modo il protagonista nascosto. "Un giallo che racconta però una realtà che ho avuto modo di conoscere " ha spiegato il mago, diventato famoso soprattutto da quando è inviato della trasmissione Striscia la notizia
Un inviato molto speciale perché usa la sua arte per denunciare situazioni di mala civiltà. Si presenta con bacchetta magica e con il suo compagno Tantodicappello (un effetto speciale) e tra il serio e il faceto mette alle strette i responsabili.

A Ravenna, alla platea di Panorama d'Italia, ha svelato non un segreto dei suoi trucchi, ma della sua vita professionale: "Per un anno ho chiamato tutti i giorni la redazione di Striscia la notizia perché avevo un'idea da proporre. E per un anno mi rispose la segretaria finché un giorno non venne Antonio Ricci al telefono e mi convocò. Aveva premiato la mia perseveranza". 

Chiuso in casseforti con catene e lucchetti, lanciato a testa in giù, incendiato, dentro all'acqua senza potere uscire: Antonio Casanova ha alzato di anno in anno l'asticella delle sue esibizioni, sfidandosi. "Paura? Sì, la devo avere e ce l'ho. Solo che devo anche controllarla. Per esempio, mi fa paura l'acqua perché proprio qui a Ravenna, una volta caddi dal pattino e rimasi sotto per un po'. Mi tirò su mio padre. Però è bello quando qualcuno mi scrive che vedendomi ha superato i suoi timori. È una grande soddisfazione per me".
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