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Perugia

Una città fatta di luce

Secondo Vittorio Sgarbi non si può capire il Rinascimento se non si è vista Perugia, avvolta nella luminosa lezione di Piero della Francesca

A Perugia il miracolo è nella Galleria nazionale dell'Umbria, in Palazzo dei Priori. Memorabili le sculture di Nicola e Giovanni Pisano, i dipinti del Maestro di san Francesco e di Duccio di Buoninsegna, la Madonna con il bambino di Gentile da Fabriano, il polittico di Piero della Francesca con la vertiginosa Annunciazione. Ancora, il Polittico di san Domenico di Beato Angelico e la meravigliosa Annunciazione con San Luca di Benedetto Bonfigli.

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Fuori territorio vi è anche una Madonna con il bambino di Andrea Mantegna; ma nulla eguaglia le tavole della cosiddetta nicchia di san Bernardino, dove artisti, per lo più anonimi, trasferiscono in favole e sogni lo spazio prospettico di Piero della Francesca. Non si può dire di conoscere e di capire il Rinascimento se non si è visto questo gruppo di tavole come miniature, concepite nel 1473, in una sintesi perfetta di civiltà toscana, marchigiana e ferrarese.

 

Eleganti come personaggi di Carpaccio si muovono eccentrici cortigiani entro il cortile di un meraviglioso palazzo di architettura urbinate: san Bernardino guarisce una donna sterile o resuscita un bambino nato morto. Lo spazio è aulico e solenne, i pavimenti intarsiati, le tende con stemmi araldici, le nuvole nel cielo striato al tramonto: un'armonia di silenzi. Diverso il pannello con San Bernardino che risana una fanciulla, con le paraste policrome che indirizzano verso un paesaggio remoto.

Queste meraviglie vanno ricercate in Perugino, Pinturicchio e Piermatteo d'Amelia, ma non sarebbero possibili senza la luce di Piero e Francesca. A Perugia la loro impresa concorda con quella di Agostino di Duccio nell'omonimo oratorio di san Bernardino. Paradiso di marmi policromi di rilievo leggero che annunciano il Liberty. "Augusta Perusia" è l'insegna che leggiamo sulla più grande delle porte di accesso alla città vecchia, con poderosi bastioni in blocchi di travertino. Il contrafforte sinistro culmina con una loggia rinascimentale. Nell'arco a tutto sesto è incisa la scritta. Poche città hanno un viatico così solenne alla loro entrata. E chiedono di essere visitate con discrezionee intimità. Come prescriveva Henry James: "Forse farò un favore al lettore dicendogli come dovrà trascorrere una settimanaa Perugia. La sua prima cura sarà di non aver fretta, di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta e di osservare tutto quello che i suoi occhi incontreranno".

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