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Perugia

Focus mette il clima e le previsioni "alla sbarra" - FOTO e VIDEO

A Panorama d'Italia, il magazine svela le ragioni per cui essere più o meno ottimisti sulle conseguenze dei cambiamenti climatici

Jacopo Loredan, direttore di Focus, modera la tavola rotonda sul clima e sulle previsioni del tempo, virando il tema anche sul luogo in cui esso si svolge: Perugia, terza tappa di Panorama d'Italia.

Il primo imputato a questa sorta di "processo", che fa da sfondo all'evento assieme alla domanda lanciata dal direttore "c'è da essere ottimisti o pessimisti sui cambiamenti climatici e sull'adattamento dell'uomo all'ambiente", è la temperatura, che - come dimostrano tutte le ricerche degli ultimi anni - dal 1950 continua a salire, con tutti gli effetti deleteri sul nostro pianeta che ben conosciamo.

 


Tutta questione di adattamento

Nell'ultimo milione di anni, abbiamo assistito a una continua alternanza tra periodi più caldi e periodi più freddi, ma quello che cambia oggi rispetto al passato è il fatto che, spiega Elisa Palazzi (ricercatrice dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima-Isac del Cnr), "se i cambiamenti - soprattutto l'innalzamento della temperatura globale, appunto - dovessero essere molto repentini e molto radicali, potremmo non essere in grado di trovare il giusto grado di adattamento".

Da qui si passa poi a 5.500 m dell'Everest dove, dalle parti del campo base, c'è un laboratorio permanente gestito dal Cnr che per ovvie ragioni deve ricavare l'energia necessaria al suo funzionamento da un sistema combinato di pannelli solari e batterie.

Entrambi gli elementi sono soggetti a un ciclo di vita che quando giunge al termine necessita di una sostituzione.

Tra i partner dell'iniziativa c'era - e c'è tuttora - anche il Cobat, il Consorzio Nazionale per la raccolta e il riciclo - che ha provveduto alla sostituzione dei vecchi moduli in questione, divenuti ormai obsoleti.

La chiusura del cerchio

"Aldilà del caso specifico - spiega Luigi De Rocchi, responsabile Studi e Ricerche del consorzio - il nostro intervento ha messo in luce una delle grandi problematiche che ci ritroveremo ad affrontare nei prossimi anni, quando cioè sarà necessario smaltire i supporti alla produzione energetica di nuova generazione.

Una delle cose che abbiamo avuto modo di sperimentare in concreto in quella circostanza è la modalità di progettazione di tipo circolare, che tiene cioè in debita considerazione la fine del ciclo di vita di un oggetto già nelle fasi che ne precedono la produzione".

Un ritorno al passato, per certi versi: basti pensare all'economia contadina, che era anch'essa circolare, soppiantata da quella lineare nell'era industriale.

Si tratta di temi che riguardano la vita di tutti i giorni, anche quella delle città, in un senso molto ampio, che mette al centro l'ecologia e l'ambiente.

L'importanza di essere "smart"

"Perugia ha elaborato una serie di progetti che riguardano le cosiddette smart cities, le città intelligenti - dice Urbano Barelli, (vicesindaco e assessore all'Ambiente del Comune di Perugia) e il territorio che le circonda.

Una di questa riguarda il dissesto idrogeologico, tema molto delicato in questi luoghi, ma ci sono anche in primo piano le tematiche che riguardano appunto l'economia circolare nella gestione dei rifiuti, anche perché recuperarli è una ricchezza, ben quantificabile in soldoni".

"Assodato che la sensibilità sul 'cosa' c'è da fare è in continua crescita ed è un dato importante - interviene De Rocchi - resta ancora da capire il 'come', cioè quali sono le strategie, i modelli e le tecniche più efficaci per portare a termine questi obiettivi".

Le città, detto in parole semplici, devono diventare realmente smart, intelligenti.

Conoscere per prevenire

Restando in materia di ambiente, Guido Guidi, Tenente Colonnello dell'Aeronautica Militare, sposta il tiro sull'impatto degli eventi atmosferici sul territorio, la cui conoscenza è fondamentale per prevenire e affrontare le conseguenze scatenate dalle sue forme più estreme.

A lui, Loredan pone una domanda "milionaria": ma le previsioni del tempo funzionano davvero?

"Funzionano - risponde Guidi - mostrando a livello esemplificativo un cartina dell'Italia datata 12 novembre nel 2012 che evidenzia in maniera inequivocabile quanto poi è accaduto nelle ore successive, cioè l'alluvione in Maremma e nell'Alta Tuscia"

A questo punto, il Colonnello abbandona la sua poltrona di relatore e veste i panni della guida, del tutto sui generis, dato che riguarda il mondo della virtualità, qui rappresentato dalla Cardboard e dall'applicazione per smartphone realizzate da Focus.

L'oggetto della simulazione virtuale ha a che fare con la spiegazione - supportata dalle animazioni grafiche interattive - dei fattori (venti, precipitazioni, eccetera) che determinano le variazioni climatiche.

A concludere la discussione c'è Maurizio Biasini (professore dell'Università degli studi di Perugia), che si sofferma su quanto sia importante "procedere alla creazione di strumenti efficaci per la previsione meteorologica mediante strategie di coordinamento globale che consentano di condividere dati e analisi e di mettere a fattor comune le ricerche compiute sugli strumenti per il loro studio e per la loro trasformazione in soluzioni da attuare per salvare il pianeta.

Un esempio su tutti è rappresentato da quanto è stato fatto finora negli accordi tra gli Stati tesi alla la tutela dell'ambiente e che ha raggiunto il suo culmine poche settimane fa nel Cop 21, il primo vero accordo globale su queste tematiche".

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