Luciano Lombardi

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Con la regia del direttore di Panorama Giorgio Mulè, sette top manager di altrettante aziende ai massimi livelli nel contesto veneto - e non solo - si sono dati appuntamento all'evento sulle eccellenze che Panorama d'Italia ha organizzato nella terza giornata della sua tappa padovana.

Il direttore parte subito con una domanda concreta: "Come si fa, giorno per giorno, a stare sul mercato?".

La prima risposta arriva da Luisa Delgado, cosmopolita ad del Gruppo Safilo, l'azienda che di recente è stato protagonista di un percorso di ristrutturazione sui generis, basato non già sui tagli ai costi e al personale, ma su un modello compartecipativo, a responsabilità diffusa: "Abbiamo cominciato più o meno due anni fa il nostro piano che abbiamo battezzato 2020, a indicare la deadline della sua fine.

Si tratta quindi di un processo a medio termine, che oggi è entrato nella fase più difficile, ma anche più ricca di stimoli.

Quando innovare fa rima con crescere
Safilo, per la cronaca, è l'azienda che per prima ha introdotto nella manifattura degli occhiali la produzione in scala e in grandi volumi.

"Abbiamo aumentato i nostri volumi di produttività, riducendo gli acquisti e oggi abbiamo impianti in Cina, Slovenia, Stati Uniti", prosegue Luisa Delgado.

E in Italia? "Siamo i più bravi, ma i costi sono ancora troppo elevati, quindi nella produzione "di volume" il nostro Paese non è competitivo, a differenza di quanto avviene nelle tipologie produttive dove al centro c'è la qualità".

La situazione oggi è quella di un'azienda in piena salute, che sta abbracciando una crescita basata sulla tecnologia, sulla digitalizzazione, sull'innovazione dei processi: "Tre anni fa eravamo in solidarietà - argomenta Delgado - mentre oggi siamo in piena produzione e gli investimenti - che finora hanno dato i loro frutti - continuano a crescere".

Eccellenza da Guinness
"Innovare, essere più bravi degli altri, fare qualcosa che non c'è", è la nuova suggestione del padrone di casa Mulè.

A raccoglierla è Gianni Boaretto, executive manager di Y-40, la società che ha creato la piscina più grande del mondo, unica nel suo genere.

Proprio così, un oggetto incredibile, che ha come origine un sogno, quello del papà di Gianni, e che permette di essere utilizzata per diversi fini, che spaziano dalla ricerca scientifica agli allenamenti degli atleti.

Un oggetto ludico e formativo, quindi, incastonato in un luogo termale, altra tipicità della regione. "Finora, sono passate da noi 100mila persone, provenienti da decine di Paesi di tutto il mondo - racconta Boaretto - e il nostro obiettivo è di fare di Y-40 un luogo della conoscenza in ambito marino.

Il prossimo step consisterà nella collaborazione con la Nasa in un progetto che approfondisce il funzionamento del corpo in assenza di gravità".

Storia della mobilità urbana
Nel 1963 arriva sul mercato un prodotto che non c'era nel settore della mobilità personale. La bicicletta si chiama Graziella, in onore del magazine Mondadori tuttora in edicola, e nel giro di brevissimo tempo diventa un cult apprezzato in tutto il mondo.

Dietro a questo successo planetario c'è Bottecchia, rappresentata dal suo ad Diego Turato. Sintetizza la storia dell'azienda di cui è a capo, l'executive, con un excursus pluridecennale fatto di alti e bassi e di una ricerca di innovazione continua, nei materiali e nel design.

Lo sfondo, però, alla luce dei dati di mercato snocciolati dal direttore Mulè, è piuttosto buio, e descrive un contesto italiano preoccupante: "Al contrario di quanto avviene in Europa - spiega Turato - la bicicletta è percepita come un oggetto sportivo più che come un veicolo per la mobilità urbana. E il risultato è che viviamo in un contesto di forte competitività, che rende il nostro lavoro sempre più difficile e la delocalizzazione della produzione un'eventualità sempre più emergente".

Puntare su giovani, ricerca e sostenibilità
Ancora più lunga la storia di Molino Rossetto che risale al 1860. Lunga sì, ma in che modo un'azienda che produce farina può rappresentare un'eccellenza e farsi portatrice di innovazione?

"Salute e star bene sono stati i nostri ultimi driver di crescita, perché oggi non si mangia più per nutrirsi e basta, ma lo si vuole fare per stare meglio".

"In quanto all'azienda - illustra l'ad Chiara Rossetto - investiamo molto sui giovani e i nostri laboratori sono costantemente al lavoro perché crediamo molto nella ricerca e nello sviluppo continui. A questo si aggiunge la sostenibilità, che per noi è un altro valore essenziale".

Prodotto sì, ma anche servizio
Dove c'è farina c'è sempre anche un forno, e quelli di Unox sono di tipo particolare. A spiegare in che modo è Nicola Michelon, amministratore delegato dell'azienda, che racconta se stesso come "un frutto" dell'accademia, l'Università di Padova nella fattispecie. Questo rapporto ha influito in maniera non indifferente nell'attività dell'impresa, che da un certo momento in avanti è stata considerata non più come un mero costruttore di "cubi" finalizzati a cuocere alimenti.

Poi, è arrivata la ricerca, la fisica, la chimica e, appunto, l'università. Tanto che un nuovo approccio ha preso forma. "Come siamo cambiati? Da produttori di oggetti che fanno del cibo - dice Michelon - siamo diventati produttori di dati utili ai nostri clienti a massimizzare il loro profitto. Oggi siamo il primo produttore di food equipment in Italia che non si limita a vendere, ma che eroga anche servizi collegati al nostro settore. Grazie a questa apertura, puntiamo a raddoppiare il fatturato nei prossimi 4 anni".

Anche Stefano Loro a Padova ci è stato da studente e fa partire da qui, da quegli anni, la genesi della sua azienda, la VP Solar, specializzata nella produzione e nella vendita di prodotti per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili. "La cosa più importante per noi è l'innovazione - spiega Loro - che nel nostro caso passa però da accurate fasi di ricerca, perché nel nostro settore non sempre le novità possono essere introdotte sul mercato senza le necessarie verifiche tecniche".

Turismo e sicurezza in primo piano
Eleonora Mosco è nel cuore della città, nella sua veste di Vicesindaco con delega alle Politiche Giovanili. "Il primo passo, per noi, è stato ridurre la pressione fiscale. E questo è stato il primo incentivo per stimolare la nascita di nuove imprese". 

Il direttore Mulè la incalza: "In quali settori Padova ha deciso di puntare?". "Il turismo, innanzitutto, e la sicurezza - replica Mosco - il cui rilancio deve essere incastonato in una visione strategica e partire da tutta una serie di azioni concrete che garantiscano al turista di sentirsi tranquillo di visitare la nostra città".

Senza contare gli investimenti sulla mobilità urbana, sull'illuminazione urbana, e sulla crescita di attrattività delle nostre bellezze, ovviamente. "Il nostro grande obiettivo è far tornare Padova uno dei grandi centri di attrazione, per gli studenti, per i turisti, un luogo su cui investire e in cui lavorare, un terreno fertile in cui far germogliare le migliori idee imprenditoriali ad alto tasso d'innovazione".



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